La situazione turistica in Italia: voce ai blogger!

Non molto tempo fa mi è stato chiesto da Travel 365, la community dei migliori Travel Blogger italiani, di partecipare a un sondaggio relativo al settore turistico in Italia.
Ho risposto immediatamente a tutte le domande, felice di poter dire la mia e curiosa di scoprire come la pensano gli altri blogger.

Finalmente ieri ho ricevuto i risultati di questo sondaggio e devo dire che non sono rimasta molto sorpresa. Sono lieta di sapere che la maggior parte dei blogger la pensa esattamente come me. Siamo consci delle potenzialità che ha il nostro Paese, ma allo stesso tempo siamo consapevoli che il nostro patrimonio turistico è di gran lunga penalizzato da strutture ricettive non idonee e con prezzi al di sopra della media europea, personale non abbastanza qualificato, trasporti quasi inesistenti. Cose ormai sapute e risapute. Anzi, forse siamo anche stanchi di sentircelo dire. Forse è arrivato il momento di lasciare spazio ai fatti più che alle parole.

Noi blogger potremmo essere una soluzione, noi che amiamo viaggiare e abbiamo visto come funziona il turismo all’estero, noi che abbiamo capito in cosa l’Italia è rimasta indietro e sappiamo quali sono le soluzioni per rimetterla in sesto. Perchè non dar vita a una collaborazione reale tra operatori turistici e blogger? Non parlo tanto di pubblicizzare hotel o altre strutture ricettive. Parlo di una vera e propria collaborazione volta alla creazione dell’offerta turistica territoriale: strategie, piani di comunicazione e sì, poi viene anche la pubblicità.

Abbiamo la fortuna di vivere nel Paese più bello al mondo, con il maggior numero di siti Patrimonio dell’Unesco. Potremmo fare del turismo la nostra vita, il nostro lavoro, il nostro profitto.
Non possiamo più aspettare che la classe politica, troppo occupata a farsi guerra, prenda in mano la situazione. Dobbiamo agire noi, abbiamo a disposizione competenze, strumenti e i nostri blog, con i quali possiamo dar voce a esigenze e bisogni.

Se siete di curiosi di sapere tutti gli aspetti che sono stati presi in considerazione nel sondaggio e i dati che sono stati raccolti grazie alle nostre risposte, potete dare una lettura a questo interessantissimo articolo. Per approfondire la situazione in Italia rispetto al resto d’Europa, invece, date un’occhiata al mio articolo “Come sta andando il turismo in Italia?”

Annunci

Studiare turismo in Italia

1477063154105.jpg

Da appassionata di turismo quale sono, posso dirvi che studiare per diventare professionisti di questo settore molto vasto e complesso è la scelta migliore che possiate fare, tuttavia devo ammettere che ci sono molti aspetti negativi da non sottovalutare.

Anzitutto mi preme dire che di corsi di laurea in Scienze del turismo ce ne sono davvero tanti, troppi! Il turismo è uno dei settori sui quali l’Italia dovrebbe puntare maggiormente, ciò che il nostro paese ha da offrire ai turisti di tutto il mondo è qualcosa di unico. Potremmo fare del turismo la nostra principale fonte di guadagno. Potremmo… perchè la realtà è molto diversa. La crisi si fa sentire, i sistemi di prenotazione online sono aumentati, creando non pochi problemi alle agenzie di viaggio. Solo le migliori sono riuscite a sopravvivere a questa minaccia, ma non hanno intenzione di assumere, o meglio lo fanno, ma, tra una persona laureata senza esperienza e una non laureata con esperienza, scelgono senza dubbio la seconda!

Sicuramente una persona laureata ha una buona base e molto conoscenze sulle quali puntare, ma poi è in grado di mettere in pratica tutta questa teoria? Come può esserlo se all’interno dei corsi di laurea non sono previste esercitazioni, sperimentazioni sul campo, stage…? Molto spesso gli stage curriculari sono facoltativi e trovare una struttura disposta ad accoglierti (ve lo dico per esperienza) è molto difficile.

A che pro assumere una persona se poi servono mesi soltanto per insegnarle il lavoro? Conviene più prenderne una che il mestiere lo sa già e può iniziare fin da subito a dare qualcosa di se’ e del suo bagaglio all’azienda!

Vengo da un’università in cui nel corso di Scienze del turismo esiste un solo esame di inglese al primo anno… Non fraintendiamo, le lezioni sono interessantissime e molto interattive, ma di inglese a fini turistici/lavorativi ne ho visto ben poco!

So che quando si è in terza media non si ha ancora ben chiaro cosa fare della propria vita, ma se il vostro desiderio è quello di lavorare in questo settore, iniziate a farlo da subito. Iscrivetevi a una scuola superiore e prendete il diploma turistico, lavorate come animatori, provate a fare domande nelle agenzie di viaggio, chiedete di fare uno stage in alcuni enti, mettetevi in gioco fin da piccoli. Per diventare direttore tecnico di agenzie di viaggio è sufficiente il diploma superiore e l’esame di abilitazione per fare la guida o l’accompagnatrice turistica anche! Imparate le lingue!!! Cercate di conoscere l’inglese così come conoscete le stanze della vostra casa.

E’ un settore complicato, le domande di lavoro sono tantissime, ma i posti disponibili sono limitati e solo i migliori possono ottenerli. E per migliori non intendo chi è più bravo a scuola o chi ha un titolo più elevato, semplicemente chi ha un’esperienza di cui parlare, chi ha toccato con mano cosa vuol dire gestire l’ospite di un albergo, organizzare i pasti in hotel, prenotare viaggi, organizzare un evento.

Non voglio farvi preoccupare, se il vostro obiettivo è quello di laurearvi, fatelo! Ma state attenti prima di scegliere in quale università iscrivervi. Guardate cosa offrono i corsi: si studiano le lingue? C’è la possibilità di fare uno stage? Quali sono le materie caratterizzanti il corso? Sono previste esercitazioni? Chi sono i professori?

Agli HR (Human Resources) interessa ben poco che voi sappiate la sociologia o stilare un bilancio. Parlate l’inglese? E il tedesco? Conoscete e sapete usare i sistemi di prenotazione? Siete in grado di spiegare come funzionano le tariffe aeree? Queste sono le domande che dovete farvi.

Buona fortuna!