Lucca: come visitarla in un giorno e dove mangiare

Vista di Lucca dalle Mura

Lucca è una delle città d’arte più belle ed amate della Toscana, una tappa che non può mancare in un itinerario alla scoperta della regione. Il percorso che voglio proporvi e consigliarvi ha proprio inizio da Lucca, prosegue con Pisa e termina infine a Viareggio.

Il centro è posizionato all’interno delle mura che circondano la città e oggi costituiscono un’area pedonale perfetta per intraprendere lunghe e piacevoli passeggiate. Il mio consiglio per il pranzo è quello di portare qualcosa al sacco e mangiare lungo le mura, vi sembrerà di essere in un’altra dimensione, lontano dal caos cittadino.
Prima di pensare al pranzo però, vediamo quali sono le attrazioni da non perdere a Lucca:

  • Piazza dell’anfiteatro. Edificata sui resti dell’antico anfiteatro romano, ospita oggi caratteristici ristoranti e negozi, e in estate diventa la location di numerosi eventi, manifestazioni e concerti.
  • Torre Guinigi. Poco distante da Piazza dell’Anfiteatro, è famosa per il giardino posto in cima ad essa, voluto dalla famiglia Guinigi come simbolo della rinascita della città sotto il loro controllo. La torre è visitabile tutti i giorni e il prezzo di accesso è di 4€ per gli adulti e di 3€ per over 65, bambini da 6 a 14 anni e studenti muniti di idonea tessera. Potete prenotare la vostra visita guidata dal sito ufficiale.
  • Cattedrale di San Martino. Il Duomo di Lucca si affaccia su una piccola piazza, in contrasto con la sua imponenza ed altri edifici si addossano sulla sua struttura. Al suo interno ospita numerose opere d’arte rinascimentali. L’accesso, aimè, è a pagamento ormai da qualche anno; il costo è 3€.

Lucca

Se siete attratti dal macabro e siete incuriositi dagli strumenti di tortura, non perdetevi il Museo della Tortura. Armi, congegni e strumenti di tortura, di esecuzione capitale e di umiliazione pubblica, utilizzati dal Medioevo all’Epoca Industriale, nonché incisioni, stampe e dipinti d’epoca. Il biglietto costa 10€ e la visita dura in tutto mezz’ora. Il museo è situato nelle vicinanze di Piazza dell’Anfiteatro.

Piazza Anfiteatro Lucca

Per la cena vi consiglio l’Antica Trattoria da Vasco, appena dentro la porta di Santa Maria. Il personale è molto disponibile e alla mano e i prezzi nella media. Potrete assaggiare specialità tipiche del luogo come le Rovelline lucchesi, fettine di manzo impanate e fritte, servite in un sugo di pomodori, capperi ed odori, oppure gustarvi piatti tipici della tradizione.

Lucca

Il mio consiglio è quello di alloggiare a Lucca e di spostarvi a Pisa l’indomani. I prezzi delle strutture a Lucca sono infatti leggermente più Bassi. A due passi dalla Porta Santa Maria, nonché dal centro storico, sorge il B&B Nonna Adriana. Le camere sono confortevoli e abbastanza spaziose, Michele è sempre disponibile e pronto a dispensare consigli ai suoi ospiti. Inoltre, al B&B accettano anche i cani, senza alcun costo aggiuntivo!

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I digital trend del settore turistico

Digital-Marketing-Turistico

Nel 2017 i viaggiatori internazionali hanno raggiunto quota 1,235 miliardi (UNWTO, World Tourism Organization). Pensate che sopra le nostre teste volano ogni giorno 38 mila aerei! Un dato mai visto prima.

I turisti cercano online ispirazione per i propri viaggi, offerte, sconti, biglietti aereo, hotel, ristoranti, bus… tutto ciò di cui hanno bisogno per organizzare un viaggio e per fruire in seguito di un’esperienza unica.
Non a caso, il 75% delle prenotazioni avviene online. La vacanza nasce sulle pagine social delle agenzie di viaggio, di blogger e influencer, vive sui nostri profili personali attraverso i video e le fotografie e li si ferma e vive.

Tutte le imprese operanti nel settore turistico non possono e non devono più trascurare la propria presenza online. È importante investire sul web marketing, cercando di restare al passo con i tempi e avendo come riferimento i principali trend del 2018.

Vediamo quali sono.

Video immersivi
Nel 2015 sia Facebook che YouTube hanno introdotto i video a 360 gradi, permettendo agli spettatori di immergersi in una destinazione o in un luogo, vivendo un’esperienza che fino a pochi anni fa non sembrava possibile. Stando a uno studio di Skift, la più grande piattaforma di marketing digitale nel settore dei viaggi, il 51% degli utenti intervistati ha dichiarato di trovare i video a 360° molto più coinvolgenti di quelli standard.

Philadelphia Virtual Tour Overview

Messaging app
Considerato il numero di utenti-viaggiatori che utilizzano app come Facebook Messenger, WhatsApp e Snapchat, il mondo del Turismo dovrà adeguarsi a questo trend, iniziando a diffondere contenuti, comunicare offerte, guidare le vendite e dare assistenza sfruttando le opportunità offerte dalle piattaforme di messaggistica istantanea.

La realtà virtuale
La realtà virtuale offre alle persone la possibilità di vedere ciò che una destinazione ha da offrire ancora prima di acquistare il viaggio. Possiamo entrare in un hotel e ammirarne l’eleganza o passeggiare sul molo al tramonto.
Virgin Holidays ha utilizzato il VR headset per catturare le immagini e i suoni in una delle sue località in Messico, conseguendo un aumento delle prenotazioni all’interno della struttura e in generale su tutta l’offerta.

Big data
Mentre i viaggiatori cercano contenuti più pertinenti e rilevanti, le imprese del turismo aumentano gli investimenti per identificare i visitatori attraverso diversi canali e dispositivi.
La catena di hotel americana Red Roof Inn, per esempio, ha sviluppato un sistema per tener traccia in tempo reale dei ritardi e delle cancellazioni dei voli, attivando annunci pubblicitari mirati.

“Bloccati in aeroporto? Passa la notte da noi!”

Romania: alla scoperta di Timisoara

Le vacanze sono finite terminate ed è ora di tornare alla solita vita. Prima di andare oltre però, devo raccontarvi come ho trascorso le mie ferie.
Tra una cena e l’altra mi sono presa 4 giorni per fare ciò che più mi piace, viaggiare ovviamente. E l’ho fatto recandomi in un Paese che desideravo visitare da un annetto: la Romania. Più precisamente, la mia meta è stata Timisoara, città piccola, quasi intima, ma con delle piazze meravigliose.

Prima di partire rispolverate il linguaggio dei gesti. Sì perché, camerieri e receptionist esclusi, ho fatto fatica a trovare persone che parlassero inglese o italiano. Questo ha reso difficile la comunicazione in molti contesti. Le persone più anziane sono ancora restie ad accogliere i turisti e questo a volte diventa un problema. Per esempio, una sera io e il mio ragazzo eravamo a una bancarella, si trattava di una sorta di street food, e cercavamo di far capire in tutti i modi che volevamo un paio di salsicce con le patatine quando la signora, non capendo cosa volessimo, si è un po’ indispettita ed ha iniziato a insultarci nella sua lingua. Fortunatamente il ragazzo in coda dopo di noi viveva in Italia da anni e ha preso le nostre difese, facendo notare alla signora che eravamo pur sempre dei clienti e, in quanto tali, andavamo trattati un tantino meglio.

“Litigio” escluso, per il resto è stata una vacanza piacevole e molto rilassante. Ho avuto modo di staccare davvero la spina e rifocillarmi. Questo perché la città, come detto prima, è davvero molto piccola e comodamente visitabile a piedi in 2 giorni.

Per quanto riguarda gli spostamenti da e per l’aeroporto, muovetevi in taxi. I mezzi da quel che so e che mi hanno detto non sono molto sicuri. Con i taxi invece non avrete alcun problema e i tassisti qualche parola in italiano la parlano.

La cucina non è tra le migliori che abbia assaggiato: molta carne, con cottura al sangue, molto formaggio e zuppe calde. E soprattutto molti dolci.

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Fatta questa premessa, ecco qualche consiglio su cosa vedere/fare a Timisoara.

  1. Piazza Unirii, la mia preferita in assoluto. Chiamata anche Piazza del Popolo, è il luogo in cui hanno sede il Duomo, il Palazzo Barocco, la Cattedrale e la Colonna della Santa. Assolutamente imperdibile!
  2. Il Museo di Banat, appena fuori dalla città, io me la sono fatta a piedi mettendoci quasi un’ora. Ma potete tranquillamente farvi portare in taxi. Si tratta di un villaggio con case risalenti al XVIII, IXX e XX secolo; alcune di esse sono delle precise riproduzioni, altre sono state letteralmente prese e trasportate qui. In alcuni giorni è possibile trovare dei figuranti, che spiegano bene le funzionalità e particolarità di queste case. Io quel giorno non li ho trovati ma mi sono chiesta se avrei comunque capito qualcosa, dato che probabilmente la rappresentazione sarà tutta in rumeno. In ogni caso val la pena farci un salto e passarci un pomeriggio.
  3. Passeggiando per Timisoara noterete una grande quantità di Chiese cattoliche, ortodosse, greche e le sinagoghe. Segno delle varie dinastie che sono susseguite nel corso dei secoli.
  4. I parchi. A Timisoara non mancano di certo gli spazi verdi. Sono molti i parchi delle città, estremamente belli in primavera, quanto estremamente tristi in inverno… per questa e per altre ragioni il mio consiglio è di visitare la città in primavera, ma di questo parleremo dopo.

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Il fatto che la città sia così piccola mi ha permesso di fare delle lunghe dormite, tanto che l’ultimo giorno non sapevo più come tirare sera!
In realtà qualche idea l’avevo anche, mi sarebbe piaciuto andare a Oravita, nelle montagne di Banato, e vivere un’esperienza indimenticabile in treno sulla ferrovia Oraviţa – Anina. Si tratta di un viaggio andata – ritorno di circa due ore con una vista mozzafiato, che le ha fatto guadagnare il titolo di ferrovia più bella della Romania. Il treno passa attraverso 14 gallerie scavate nella roccia e dieci viadotti nelle montagne di Anina.
Il problema è che, mentre mi trovavo a Timisoara, sulle montagne nevicava parecchio, pertanto ciascun tassista si è rifiutato di accompagnarci…

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Tornando a Timisoara, sicuramente per un weekend low cost di 2 giorni è la meta ideale. Soprattutto in primavera quando i parchi sono tutti colorati e si prestano a delle belle passeggiate sotto il sole.

Se invece volate fare un viaggio più lungo, non soltanto a Timisoara, ecco i 4 luoghi da non perdere assolutamente in Romania:

  1. Riad. Una città molto caratteristica a due ore da Timisoara.
  2. Il Castello dei Corvino, a due ore e mezza di strada da Timisoara.
  3. Bucarest. La capitale rumena si trova a 7 ore di auto da Timisoara.
  4. Il Castello di Bran, meglio noto come il Castello di Dracula, si trova a 3 ore di auto da Bucarest.

Sicuramente tornerò in Romania (magari prima dell’arrivo del turismo di massa!) e la prima cosa che farò sarà noleggiare un’auto, in modo tale da potermi spostare senza alcun problema.
Ecco quindi l’itinerario che mi piacerebbe seguire e che, se vi va, potete utilizzare come spunto per l’organizzazione del vostro viaggio.

Giorni 1-2. Timisoara.
Giorno 3. Partenza per Riad e alloggio di una notte a Riad.
Giorno 4. Castello dei Corvino e alloggio nelle vicinanze per la notte.
Giorno 5. Partenza per Bucarest.
Giorni 6-7-8 Bucarest.
Giorno 9. Castello di Bran e alloggio per la notte.
Giorno 10. Partenza con destinazione l’aeroporto di Bucarest.

La situazione turistica in Italia: voce ai blogger!

Non molto tempo fa mi è stato chiesto da Travel 365, la community dei migliori Travel Blogger italiani, di partecipare a un sondaggio relativo al settore turistico in Italia.
Ho risposto immediatamente a tutte le domande, felice di poter dire la mia e curiosa di scoprire come la pensano gli altri blogger.

Finalmente ieri ho ricevuto i risultati di questo sondaggio e devo dire che non sono rimasta molto sorpresa. Sono lieta di sapere che la maggior parte dei blogger la pensa esattamente come me. Siamo consci delle potenzialità che ha il nostro Paese, ma allo stesso tempo siamo consapevoli che il nostro patrimonio turistico è di gran lunga penalizzato da strutture ricettive non idonee e con prezzi al di sopra della media europea, personale non abbastanza qualificato, trasporti quasi inesistenti. Cose ormai sapute e risapute. Anzi, forse siamo anche stanchi di sentircelo dire. Forse è arrivato il momento di lasciare spazio ai fatti più che alle parole.

Noi blogger potremmo essere una soluzione, noi che amiamo viaggiare e abbiamo visto come funziona il turismo all’estero, noi che abbiamo capito in cosa l’Italia è rimasta indietro e sappiamo quali sono le soluzioni per rimetterla in sesto. Perchè non dar vita a una collaborazione reale tra operatori turistici e blogger? Non parlo tanto di pubblicizzare hotel o altre strutture ricettive. Parlo di una vera e propria collaborazione volta alla creazione dell’offerta turistica territoriale: strategie, piani di comunicazione e sì, poi viene anche la pubblicità.

Abbiamo la fortuna di vivere nel Paese più bello al mondo, con il maggior numero di siti Patrimonio dell’Unesco. Potremmo fare del turismo la nostra vita, il nostro lavoro, il nostro profitto.
Non possiamo più aspettare che la classe politica, troppo occupata a farsi guerra, prenda in mano la situazione. Dobbiamo agire noi, abbiamo a disposizione competenze, strumenti e i nostri blog, con i quali possiamo dar voce a esigenze e bisogni.

Se siete di curiosi di sapere tutti gli aspetti che sono stati presi in considerazione nel sondaggio e i dati che sono stati raccolti grazie alle nostre risposte, potete dare una lettura a questo interessantissimo articolo. Per approfondire la situazione in Italia rispetto al resto d’Europa, invece, date un’occhiata al mio articolo “Come sta andando il turismo in Italia?”

Alberobello: 1 giorno nel Paese di sogno

“Mi sveglio, e vedo un paese di sogno, come se dormissi tuttavia”.
Gabriele D’Annunzio

Sì, la scorsa settimana mi trovavo in Puglia e sì, ormai è solo un lontano ricordo.
Ma finalmente sono riuscita a visitare Alberobello!!! Era da tempo che volevo andarci e alla fine ce l’ho fatta!

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Dovete sapere che “trullo” deriva dalla parola greca τρούλος, che significa “cupola”.
I trulli nascono, e vengono tuttora utilizzati, come abitazioni. La scarsità di finestra favorisce all’interno un buon equilibrio termico: caldo in inverno e fresco in estate.
La struttura ha una forma conica e internamente gli ambienti sono distribuiti intorno al vano centrale.

Passeggiando per le vie di Alberobello e ammirando i coni che fanno da tetto ai trulli, noterete dei simboli, si tratta di segni propiziatori e di buon auspicio, alcuni di origine pagana, altri di origine cristiana. Vediamo quali sono.

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L’impressione che ho avuto è stata quella di passeggiare in un mondo fatato, come se mi trovassi in uno di quei sogni che si fanno quando si ha mangiato pesante 😀 in senso positivo, s’intende!

Oggi Alberobello è diventata una meta turistica molto frequentata e così i negozi di souvenir sono spuntati come fossero funghi! Al loro interno potete trovare specialità culinarie della regione, oltre ai soliti pensierini da regalare a parenti ed amici. Vi è anche la possibilità di visitare un trullo abitato. Chissà come deve essere mettere la propria casa a disposizione di chiunque. Ok, ovviamente l’ingresso ha un costo e quindi vi è un minimo di guadagno, ma la privacy non esiste più. Io non penso che potrei mai fare una cosa simile, non che a casa mia ci sia qualcosa di così piacevole da fotografare 😛

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Se vi trovate a Bari e, in questo caso, nella capitale dei Trulli, non potete non assaggiare la focaccia barese. Fermatevi al primo forno che incontrate sul vostro tragitto, prendete un trancio, chiedete di farvelo riscaldare e la magia è fatta!
Per il pranzo invece, vi consiglio di allontanarvi un pochino dall’area turistica per recarvi in un posticino molto easy dove poter fare una degustazione di prodotti tipici locali. Il posto si chiama La Pagnotteria Panini Lovers ed è un locale molto informale. Attenzione però! Non si effettua servizio ai tavoli, ma per un pasto veloce all’insegna del gusto è perfetto!

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Tagliere degustazione per una persona

Ma come si arriva ad Alberobello?

Avete ragione, ho tralasciato un informazione importantissima! La soluzione migliore per raggiungere Alberobello è il treno. La linea che porta ai Trulli appartiene alle Ferrovie della Puglia Est. Potete prendere il treno da Bari e in un’ora e mezza sarete giunti a destinazione.
Per quanto riguarda la frequenza, potete stare tranquilli, c’è un treno ogni ora. La linea è la stessa che conduce alle Grotte di Castellana.

E voi ci siete mai stati? Quali sono state le vostre impressioni?

Why going on Erasmus? The expert’s advice

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Versione italiana disponibile al link sottostante:
https://goo.gl/7ovWN8


Today we will talk about the Erasmus Exchange, together with Simona, a dear friend of mine who has lived abroad for almost two years. Her first Erasmus experience started in Heidelberg, Germany and was then followed by a second one in Lyon, France. In this latter case, however, it’d be better to define it as a double language graduation project. I have prepared a list of question for Simona and I have to admit that I have been really satisfied with all the answers she gave me. Furthermore, I’d like to thank her for bringing me the photos you can see throughout the article. Down below, the full interview.

What originated your desire to live the Erasmus experience?

I have been wanting to do it since my first college year. As a language student, I strongly believed that I have to dive myself in the real world where the language I was studying was employed on a daily level and also have a taste of its cultural aspect. From there, I decided to go for Germany as I felt the possibility to open myself up to a new world.

Being two times abroad, I deduce that the first experience was indeed positive. When was the exact moment in which you decided to fly off a second time?

Yes, absolutely. My first experience was positive. Even after some months abroad, I began to think about the possibility of repeating the experience in another European country for the same purposes I told you before. By doing that, I would also be able to compare different countries with an eye of criticism.

Would you like to tell us a particulare moment that you will always carve in your heart?

On impulse, I would say the farewell moment with all the dearest people I met in both cities. While saying “goodbye”, I re-experienced like a flash all the amazing moments I shared with everyone during that months. The looks exchanged when you know you won’t see each other anytime soon have a double meaning: gratitude and the promise that one day you will meet again.

In your opinion, how these two experiences have changed you?

Actually, I don’t think they really changed me. They were moments that helped me in the path of becoming what I am now. You know, it’s like that what you learn in a life away from your home and habits adds some pieces to the puzzle that everyone represents.

By living abroad for two years, you had the possibility to look at Italy from another point of view, like a spectator. How this changed your perception of our motherland after your Erasmus experience?

On my skin, when I came back from my abroad period, I happen to be in the streets or in public places and starting to imagine my old French and German routine. Of course what surrounded me was different from what was inside my head. After a while, it gets better but at the beginning you simply feel to have lost your Italian habits and pacing. On the other hand, I’d also say that I haven’t changed my opinions about our country. Values and flaws can be found everywhere, not only in Italy but also in France and Germany.

Would you rather suggest an Erasmus project in Heidelberg or Lyon? Which major differences did you notice between both cities?

I loved both cities. Heidelberg is a little jewel hidden in the hills and people say it is the most romantic city across Germany. Lyon is the third French city so I think is more dynamic, I daresay more modern while also respecting its own traditions. The first is very “German” and the latter very “French” but what I want to point out is their common strength: the vivacity that is reflected in the numerous opportunities they offer to their citizens. This includes a selection of cultural events, a good academic offer for students, efficiency in terms of city connection, amusement places…

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Most people believe that going on Erasmus is like a trip to la-la-land: fun, parties and very few hours spent on books… Is it that true?

You have the possibility to have fun at parties or going on a trip but you also have to do your best at school because you are probably facing a complete different academic system in respect to that you were accustomed.

Looking back at your choices, would you opt again for these two destinations?

Yeah, definitely. I’m extremely happy to have made Heidelberg and Lyon more “mine”.

In a recent article, I talked about the “Wanderlust”. Do you think to be a victim of it?

Great question! I believed it. I love travelling for sure and sometimes I feel like it is a physiological need for me. But then, I also like to stop for a while and try to build something on place instead of escaping again and rush immediately for another destination.

Do you think that this urge of travelling could also be related to your Erasmus Exchange? As a matter of fact, it’s an experience that opens your mind to new cultural aspects and lifestyles that differ from ours.

Regarding this aspect, I totally agree. Facing new cultures is indeed a positive experience that fill your travel appetite and always helps in reinventing yourself.

Any advice for the wannabe Erasmus students or for the indecisive ones?

Ponder carefully you decision and try to set goals but at the same time take risks and try everything. Being essentially mid-term experiences, it is important to live them as what they are day by day, while keeping in my mind that everyone experiences things in a personal way. Like any other thing in life, there aren’t two identical Erasmus Project and you will be the absolute protagonist of your unique Erasmus!

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Undoubtedly, two amazing and interesting experiences. Have you already prepared your luggage?

Come sta andando il turismo in Italia?

E’ di qualche giorno fa la notizia che il flusso turistico italiano è aumentato e continuerà ad aumentare durante la stagione invernale. Secondo il report elaborato da Confturismo-Confcommercio vi è la tendenza a destagionalizzare le vacanze. Che significa? Vuol dire che la durata media dei viaggi sta diminuendo per lasciar spazio a brevi soggiorni anche nei mesi meno tradizionali, come ad esempio settembre e ottobre. Tra le mete preferite dagli italiani troviamo Puglia, Toscana, Lombardia, Lazio, Veneto, Emilia Romagna e Sicilia. All’estero invece spiccano Spagna e Stati Uniti.

Gli italiani quindi non rinunciano alle vacanze, staccare la spina serve a tutti. Tendiamo a scegliere più località da visitare durante l’anno, piuttosto che fare un grande viaggio ad agosto, ciò senza dubbio è anche merito delle compagnie low cost che ci consentono di partire per brevi soggiorni ogni volta che lo desideriamo, offrendoci tariffe economiche. A trarne vantaggio da ciò sono anche e soprattutto i musei, i monumenti, le mostre e i beni culturali.

E in futuro come andrà?

Sicuramente questa tendenza continuerà ad aumentare ma le mete cambieranno. Secondo il Word Economic Forum, che ogni anno pubblica un report dal titolo “Travel & Business” ci sono ben 10 Paesi che nell’ultimo anno hanno fatto passi da gigante nel settore turistico. Per scoprire quali sono, è sufficiente guardare il report 2017.

L’Albania è l’unico Paese all’interno dei confini europei e sta diventando una delle principali destinazioni turistiche grazie soprattutto alla competitività dei prezzi. Nel resto del Mondo si fanno strada altre realtà, tra cui Messico, India, Perù, Egitto, Bhutan e Algeria. A questo link l’elenco completo.

Il bagaglio culturale, i prezzi economici e la natura sono solo alcuni motori che stanno trainando questi Paesi in cima alla graduatoria, salendo le posizioni della classifica e sviluppando una cultura per l’accoglienza, non tanto mentale quanto a livello di organizzazione.

…e la nostra Italia?

Il Belpaese purtroppo sta perdendo posizioni, trovandosi oggi al 27° posto tra i 30 paesi più industrializzati.
Le cause sono da ricercare nei prezzi troppo elevati degli hotel (occorre tuttavia precisare che il report prende in considerazione i prezzi degli hotel di categoria 4 e 5 stelle), nella qualità delle infrastrutture del trasporto aereo, che secondo il Word Economic Forum non è all’altezza dei paesi concorrenti, e nel Governo che “SEMBREREBBE” non dare troppa importanza al turismo, destinando ad esso solo il 3,6% del proprio bilancio, a fronte del 6,5 % speso dal governo spagnolo.

Insomma, un risultato non proprio degno di nota…

Sex and the city: tour dei luoghi della serie

Tutti noi amiamo le serie Tv, ci piace seguire le vicende dei nostri personaggi preferiti e molto spesso siamo tristi dopo la fine di una serie e ci chiediamo cosa faremo per tutta la durata di tempo che precede l’uscita della stagione successiva. A volte ci sentiamo parte della storia e tendiamo quasi a considerare i protagonisti come dei veri amici, come se li conoscessimo da una vita. Sarebbe bello poter visitare i luoghi dove vivono i personaggi della serie e i posti dove sono state girate scene importanti che ci sono rimaste nel cuore.

Se, come me, adorate Sex and the city, avete visto tutte, e dico tutte, le puntate della serie tv e i film, vi farà piacere sapere che a New York esiste un’agenzia che organizza un tour sulle orme di Carrie.

Il tour ha una durata di circa 3 ore e mezza e vi condurrà nei principali luoghi che hanno fatto da sfondo alle avventura di Carrie, Samantha, Miranda e Charlotte!

In questa visita guidata non mancheranno sicuramente le principali attrazioni di New York: Times Square, Broadway e la Fifth Avenue. A queste mete famosissime però verranno affiancati altrettanti luoghi che solo i veri fan di Sex and the city riconosceranno, per esempio la meravigliosa biblioteca di New York, scelta da Carrie come location per il suo matrimonio con Mr Big.

Oppure il Buddakan, il ristorante asiatico scelto dai futuri sposini per i festeggiamenti la sera prima del grande giorno, quando Miranda, in qualità di testimone della sposa, ha tenuto un discorso molto tenero, del quale molti di voi ricorderanno la frase “Voglio fare un brindisi allo sposo, un uomo che ha dato alla sua vita un sapore al carrie”.

Seguendo le orme di Carrie, è impossibile non fermarsi a bere un Cosmopolitan. Durante il tour farete quindi tappa allo Scout, il bar di Steve e Aidan ed è possibile anche fare un po’ di shopping nelle vie centrali di New York, dove troverete negozi di grandi marchi, come Michael Kors.

A Midtown Manhattan potrete vedere la più prestigiosa delle gioiellerie, Tiffany & Co, dove Charlotte ha scelto il suo anello di fidanzamento con il dott. Trey McDougal.

Pensavate di non passare dalla casa di Carrie? Seriamente? L’appartamento che ha fatto da sfondo a molte scene della serie TV e dove sono nati i libri di Carrie, nonchè la sua passione per la moda, purtroppo non è visitabile all’interno ma una foto sull’ingresso è d’obbligo!

L’ultima fermata dell’autobus sarà vicino a Times Square, dove si può andare al negozio HBO per comprare dei souvenir di Sex and the City.

Il ticket è acquistabile online dall’Italia prima di partire, selezionando giorno e ora. Il punto di partenza è la Pulitzer Fountain, in corrispondenza del Plaza Hotel, la prima tappa del tour. Avete in programma un viaggio a New York? Non fatevi perdere questa occasione. Acquistate qui il vostro biglietto!

Pantelleria: 6 cose da fare assolutamente!

Pantelleria è un’isola tutta da scoprire. L’entroterra è molto selvaggio e vi è una sola strada facilmente percorribile in auto, la perimetrale che per tutta la sua lunghezza vi offrirà una bellissima vista sul mare.

Una settimana è sufficiente se il vostro scopo è quello di vedere tutte le spiagge più belle. 10 giorni sono il numero di giorni perfetto se volete cimentarvi in qualcosa di diverso, come visitare l’entroterra, il vulcano o scoprire tutte le zone termali e le saune naturali dell’isola.

In entrambi i casi, se vi recate a Pantelleria, ci sono delle cose che dovete fare assolutamente! Ecco quali.

Escursione in barca. Come vi ho già raccontato nell’articolo in cui descrivevo le cinque calette più belle, dovete sapere che ci sono cale altrettanto belle ma raggiungibili solo in barca. Per questo motivo vi invito a fare un’escursione. Il costo è di 40€ con pranzo a bordo. Personalmente ho scelto l’escursione offerta da Franco, un tipo stravagante e un po’ pazzo, in senso positivo s’intende. Durante la giornata Franco vi farà fare un giro completo intorno all’isola, fermandosi in 4 cale dove potrete tuffarvi!

Calici di stelle. Se vi trovate a Pantelleria nel mese di agosto, dovete sapete che due giovedì del mese, al castello, viene organizzata una serata all’insegna della scoperta dei prodotti tipici locali, con degustazioni di vini e assaggi di marmellate, capperi e altri prodotti panteschi. Il costo d’ingresso è di 10€.

Una cena all’agriturismo Zinedì. Location molto familiare e accogliente, offre un menù a 20€ a persona che comprende aperitivo, primo, secondo, acqua e vino. Tutto a base di pesce. Qui potrete anche acquistare il loro vino e il famoso Passito di Pantelleria e c’è anche la possibilità di farvi spedire a casa i vostri acquisti. Per saperne di più, visitate il loro sito.

Fare i fanghi al Lago di Venere. Il lago è uno specchio di acqua trasparente, visibile anche dall’aereo appena prima dell’atterraggio. Durante le giornate di Tramontana, quando il vento impedisce di fare il bagno in tutta la parte nord dell’isola, molti optano per questo lago. Si tratta del cratere di un antico vulcano alimentato dall’acqua piovana e dalle sorgenti termali poste al suo interno, che raggiungono temperature fino ai 50°.

Assaggiare il pesto pantesco. Realizzato con pomodori, capperi di Pantelleria, mandorle, peperoncino, basilico, prezzemolo, aglio e olio d’oliva e servito con gli spaghetti, è il piatto ideale da gustare dopo una giornata di mare. Io l’ho voluto assaggiare subito la prima sera e ne sono rimasta entusiasta! Se non volete un ristorante con troppe pretese, vi consiglio il Blue Moon Ristorante, adiacente al Blue Moon Hotel, che mi sento di consigliarvi anche per il vostro soggiorno a Pantelleria. L’ambiente è molto familiare, per nulla sofisticato, e i prezzi modici, senza scordare la qualità.

Rinfrescarsi con una granita siciliana. Dimenticate per un momento le granite fatte con cubetti di ghiaccio e sciroppo di menta. Ora provate una granita siciliana e ditemi se tornerete mai a mangiare quella che finora avevate chiamato granita. Davvero, quella al pistacchio è eccezionale, una vera droga! Anche quella alla mandorla è molto gustosa, ma ai palati più raffinati suggerisco di provare la granita fichi d’india e prosecco e quella al gelso!

Pantelleria: le 5 calette più belle

Cala Cinque Denti

Il ritorno da un viaggio ha sempre un non so che di malinconico. Con la mente siamo ancora lontani, alla scoperta di qualcosa di nuovo, ma fisicamente siamo di nuovo a casa, costretti a tornare alla routine di tutti i giorni… Pantelleria è stata una meta dove sono riuscita a fare qualcosa che non facevo da tempo: rilassarmi.
L’isola è molto selvaggia, le spiagge non esistono, ci sono solo calette, alcune anche difficili da raggiungere. Occorre parcheggiare l’auto e poi proseguire a piedi lungo sentieri a volte tortuosi. Sugli scogli sei solo tu e il mare, senza alcuna distrazione. Animazione, lidi, bar, gente che gioca con la palla o a racchettoni, nulla di tutto ciò. Un contatto diretto con la natura!

Caletta del faro

Vi avevo già spiegato dove reperire informazioni utili ad organizzare il vostro viaggio a Pantelleria in questo link. L’isola non è grandissima, ma per girarla è necessario noleggiare un’auto o un motorino, altrimenti non avrete alcun mezzo per raggiungere le calette. Fate in modo di arrivare sull’isola avendo già prenotato prima la vostra auto, evitando così di non trovarne una o di pagarla 60€ al giorno.

Essendo un’isola così selvaggia, non mi sento di consigliarla a famiglie con bambini piccoli, alcuni sentieri potrebbero essere pericolosi per loro essendo in pendenza e a tratti scivolosi.

Fondamentale è avere con sé delle scarpette di quelle che si possono tenere anche in acqua, so che non sono il massimo, anzi fanno proprio schifo, ma servono davvero e le indossano tutti, il che aiuta a sentirsi meno a disagio inizialmente! Le mie le ho comprate alla Decathlon con 6€ e hanno fatto il loro lavoro discretamente. Le ho trovate a questo link!

Cala Tramontana

Come vi dicevo, a Pantelleria le spiagge non esistono, ma ci sono calette davvero spettacolari dove vale la pena tuffarsi! Ecco quali sono le più belle:

Al primo posto, senza alcun dubbio, Cala Cinque Denti. Mare trasparente, pesciolini che nuotano tra i vostri piedi. Una caletta che vi lascerà a bocca aperta! Per raggiungerla, dovete seguire la strada principale, ossia la perimetrale di tutta l’isola in direzione Punta Spadillo. Un paio di curve prima del faro, lungo strada vedrete una scaletta che scende. Quello è il percorso più veloce per arrivare a Cinque Denti.

La caletta del faro, appena prima della Balata dei Turchi. Non ho idea di come si chiami questa caletta e non è segnata su alcuna mappa, a noi è stata consigliata da una persona del posto come alternativa alla Balata dei Turchi, in una giornata in cui il vento impediva di fare il bagno in parecchie parti dell’isola. Per raggiungerla dovete seguire le indicazioni per la Balata dei Turchi, quando iniziate a intravedere il faro, lasciate la stradina che conduce alla balata e imboccate la via che scende alla vostra sinistra. Questa caletta è abbastanza riparata dal vento, l’unica pecca è che il sole sparisce già dalle 17:30 lasciandovi all’ombra. È quindi consigliato recarvi presto la mattina per godervi il sole il più possibile!

Arco dell’Elefante, nonché simbolo dell’isola di Pantelleria. Si tratta di una roccia che ricorda la proboscide di un elefante. L’Arco dell’Elefante si trova, in ordine, dopo Cala Tramontana e Cala Levante. La vista dall’Arco dell’Elefante è splendida. Il percorso per tuffarvi in acqua non è semplicissimo ma vale la pena tentare.

Arco dell’Elefante

Cala Tramontana, forse l’unica caletta con uno spazio per sdraiarsi al sole senza doversi arrampicare sugli scogli. Essendo appunto una delle poche calette “comode” è sempre piena di gente. Da Cala Tramontana, se avete voglia di farvi una nuotata, potete allontanarvi dalla riva e andare verso gli scogli alla vostra destra. Uno spettacolo di colori e pesci vi si presenterà davanti agli occhi.

Gadir. La particolarità di Gadir è data da alcune vasche di acqua calda, em… bollente! Potete immergervi in queste acque dai poteri curativi e lasciarvi cullare come se foste in una vasca termale. Attenzione a non stare troppo dentro però, la temperatura dell’acqua, essendo così elevata, provoca un abbassamento della pressione.

Vista dalla contrada di Sibà

Questo è solo una piccola parte di quello che Pantelleria ha da offrire. Nel prossimo articolo vi racconterò alcune cose che dovrete fare assolutamente durante il vostro soggiorno su quest’isola!