La situazione turistica in Italia: voce ai blogger!

Non molto tempo fa mi è stato chiesto da Travel 365, la community dei migliori Travel Blogger italiani, di partecipare a un sondaggio relativo al settore turistico in Italia.
Ho risposto immediatamente a tutte le domande, felice di poter dire la mia e curiosa di scoprire come la pensano gli altri blogger.

Finalmente ieri ho ricevuto i risultati di questo sondaggio e devo dire che non sono rimasta molto sorpresa. Sono lieta di sapere che la maggior parte dei blogger la pensa esattamente come me. Siamo consci delle potenzialità che ha il nostro Paese, ma allo stesso tempo siamo consapevoli che il nostro patrimonio turistico è di gran lunga penalizzato da strutture ricettive non idonee e con prezzi al di sopra della media europea, personale non abbastanza qualificato, trasporti quasi inesistenti. Cose ormai sapute e risapute. Anzi, forse siamo anche stanchi di sentircelo dire. Forse è arrivato il momento di lasciare spazio ai fatti più che alle parole.

Noi blogger potremmo essere una soluzione, noi che amiamo viaggiare e abbiamo visto come funziona il turismo all’estero, noi che abbiamo capito in cosa l’Italia è rimasta indietro e sappiamo quali sono le soluzioni per rimetterla in sesto. Perchè non dar vita a una collaborazione reale tra operatori turistici e blogger? Non parlo tanto di pubblicizzare hotel o altre strutture ricettive. Parlo di una vera e propria collaborazione volta alla creazione dell’offerta turistica territoriale: strategie, piani di comunicazione e sì, poi viene anche la pubblicità.

Abbiamo la fortuna di vivere nel Paese più bello al mondo, con il maggior numero di siti Patrimonio dell’Unesco. Potremmo fare del turismo la nostra vita, il nostro lavoro, il nostro profitto.
Non possiamo più aspettare che la classe politica, troppo occupata a farsi guerra, prenda in mano la situazione. Dobbiamo agire noi, abbiamo a disposizione competenze, strumenti e i nostri blog, con i quali possiamo dar voce a esigenze e bisogni.

Se siete di curiosi di sapere tutti gli aspetti che sono stati presi in considerazione nel sondaggio e i dati che sono stati raccolti grazie alle nostre risposte, potete dare una lettura a questo interessantissimo articolo. Per approfondire la situazione in Italia rispetto al resto d’Europa, invece, date un’occhiata al mio articolo “Come sta andando il turismo in Italia?”

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Alberobello: 1 giorno nel Paese di sogno

“Mi sveglio, e vedo un paese di sogno, come se dormissi tuttavia”.
Gabriele D’Annunzio

Sì, la scorsa settimana mi trovavo in Puglia e sì, ormai è solo un lontano ricordo.
Ma finalmente sono riuscita a visitare Alberobello!!! Era da tempo che volevo andarci e alla fine ce l’ho fatta!

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Dovete sapere che “trullo” deriva dalla parola greca τρούλος, che significa “cupola”.
I trulli nascono, e vengono tuttora utilizzati, come abitazioni. La scarsità di finestra favorisce all’interno un buon equilibrio termico: caldo in inverno e fresco in estate.
La struttura ha una forma conica e internamente gli ambienti sono distribuiti intorno al vano centrale.

Passeggiando per le vie di Alberobello e ammirando i coni che fanno da tetto ai trulli, noterete dei simboli, si tratta di segni propiziatori e di buon auspicio, alcuni di origine pagana, altri di origine cristiana. Vediamo quali sono.

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L’impressione che ho avuto è stata quella di passeggiare in un mondo fatato, come se mi trovassi in uno di quei sogni che si fanno quando si ha mangiato pesante 😀 in senso positivo, s’intende!

Oggi Alberobello è diventata una meta turistica molto frequentata e così i negozi di souvenir sono spuntati come fossero funghi! Al loro interno potete trovare specialità culinarie della regione, oltre ai soliti pensierini da regalare a parenti ed amici. Vi è anche la possibilità di visitare un trullo abitato. Chissà come deve essere mettere la propria casa a disposizione di chiunque. Ok, ovviamente l’ingresso ha un costo e quindi vi è un minimo di guadagno, ma la privacy non esiste più. Io non penso che potrei mai fare una cosa simile, non che a casa mia ci sia qualcosa di così piacevole da fotografare 😛

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Se vi trovate a Bari e, in questo caso, nella capitale dei Trulli, non potete non assaggiare la focaccia barese. Fermatevi al primo forno che incontrate sul vostro tragitto, prendete un trancio, chiedete di farvelo riscaldare e la magia è fatta!
Per il pranzo invece, vi consiglio di allontanarvi un pochino dall’area turistica per recarvi in un posticino molto easy dove poter fare una degustazione di prodotti tipici locali. Il posto si chiama La Pagnotteria Panini Lovers ed è un locale molto informale. Attenzione però! Non si effettua servizio ai tavoli, ma per un pasto veloce all’insegna del gusto è perfetto!

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Tagliere degustazione per una persona

Ma come si arriva ad Alberobello?

Avete ragione, ho tralasciato un informazione importantissima! La soluzione migliore per raggiungere Alberobello è il treno. La linea che porta ai Trulli appartiene alle Ferrovie della Puglia Est. Potete prendere il treno da Bari e in un’ora e mezza sarete giunti a destinazione.
Per quanto riguarda la frequenza, potete stare tranquilli, c’è un treno ogni ora. La linea è la stessa che conduce alle Grotte di Castellana.

E voi ci siete mai stati? Quali sono state le vostre impressioni?

Why going on Erasmus? The expert’s advice

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Versione italiana disponibile al link sottostante:
https://goo.gl/7ovWN8


Today we will talk about the Erasmus Exchange, together with Simona, a dear friend of mine who has lived abroad for almost two years. Her first Erasmus experience started in Heidelberg, Germany and was then followed by a second one in Lyon, France. In this latter case, however, it’d be better to define it as a double language graduation project. I have prepared a list of question for Simona and I have to admit that I have been really satisfied with all the answers she gave me. Furthermore, I’d like to thank her for bringing me the photos you can see throughout the article. Down below, the full interview.

What originated your desire to live the Erasmus experience?

I have been wanting to do it since my first college year. As a language student, I strongly believed that I have to dive myself in the real world where the language I was studying was employed on a daily level and also have a taste of its cultural aspect. From there, I decided to go for Germany as I felt the possibility to open myself up to a new world.

Being two times abroad, I deduce that the first experience was indeed positive. When was the exact moment in which you decided to fly off a second time?

Yes, absolutely. My first experience was positive. Even after some months abroad, I began to think about the possibility of repeating the experience in another European country for the same purposes I told you before. By doing that, I would also be able to compare different countries with an eye of criticism.

Would you like to tell us a particulare moment that you will always carve in your heart?

On impulse, I would say the farewell moment with all the dearest people I met in both cities. While saying “goodbye”, I re-experienced like a flash all the amazing moments I shared with everyone during that months. The looks exchanged when you know you won’t see each other anytime soon have a double meaning: gratitude and the promise that one day you will meet again.

In your opinion, how these two experiences have changed you?

Actually, I don’t think they really changed me. They were moments that helped me in the path of becoming what I am now. You know, it’s like that what you learn in a life away from your home and habits adds some pieces to the puzzle that everyone represents.

By living abroad for two years, you had the possibility to look at Italy from another point of view, like a spectator. How this changed your perception of our motherland after your Erasmus experience?

On my skin, when I came back from my abroad period, I happen to be in the streets or in public places and starting to imagine my old French and German routine. Of course what surrounded me was different from what was inside my head. After a while, it gets better but at the beginning you simply feel to have lost your Italian habits and pacing. On the other hand, I’d also say that I haven’t changed my opinions about our country. Values and flaws can be found everywhere, not only in Italy but also in France and Germany.

Would you rather suggest an Erasmus project in Heidelberg or Lyon? Which major differences did you notice between both cities?

I loved both cities. Heidelberg is a little jewel hidden in the hills and people say it is the most romantic city across Germany. Lyon is the third French city so I think is more dynamic, I daresay more modern while also respecting its own traditions. The first is very “German” and the latter very “French” but what I want to point out is their common strength: the vivacity that is reflected in the numerous opportunities they offer to their citizens. This includes a selection of cultural events, a good academic offer for students, efficiency in terms of city connection, amusement places…

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Most people believe that going on Erasmus is like a trip to la-la-land: fun, parties and very few hours spent on books… Is it that true?

You have the possibility to have fun at parties or going on a trip but you also have to do your best at school because you are probably facing a complete different academic system in respect to that you were accustomed.

Looking back at your choices, would you opt again for these two destinations?

Yeah, definitely. I’m extremely happy to have made Heidelberg and Lyon more “mine”.

In a recent article, I talked about the “Wanderlust”. Do you think to be a victim of it?

Great question! I believed it. I love travelling for sure and sometimes I feel like it is a physiological need for me. But then, I also like to stop for a while and try to build something on place instead of escaping again and rush immediately for another destination.

Do you think that this urge of travelling could also be related to your Erasmus Exchange? As a matter of fact, it’s an experience that opens your mind to new cultural aspects and lifestyles that differ from ours.

Regarding this aspect, I totally agree. Facing new cultures is indeed a positive experience that fill your travel appetite and always helps in reinventing yourself.

Any advice for the wannabe Erasmus students or for the indecisive ones?

Ponder carefully you decision and try to set goals but at the same time take risks and try everything. Being essentially mid-term experiences, it is important to live them as what they are day by day, while keeping in my mind that everyone experiences things in a personal way. Like any other thing in life, there aren’t two identical Erasmus Project and you will be the absolute protagonist of your unique Erasmus!

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Undoubtedly, two amazing and interesting experiences. Have you already prepared your luggage?

Come sta andando il turismo in Italia?

E’ di qualche giorno fa la notizia che il flusso turistico italiano è aumentato e continuerà ad aumentare durante la stagione invernale. Secondo il report elaborato da Confturismo-Confcommercio vi è la tendenza a destagionalizzare le vacanze. Che significa? Vuol dire che la durata media dei viaggi sta diminuendo per lasciar spazio a brevi soggiorni anche nei mesi meno tradizionali, come ad esempio settembre e ottobre. Tra le mete preferite dagli italiani troviamo Puglia, Toscana, Lombardia, Lazio, Veneto, Emilia Romagna e Sicilia. All’estero invece spiccano Spagna e Stati Uniti.

Gli italiani quindi non rinunciano alle vacanze, staccare la spina serve a tutti. Tendiamo a scegliere più località da visitare durante l’anno, piuttosto che fare un grande viaggio ad agosto, ciò senza dubbio è anche merito delle compagnie low cost che ci consentono di partire per brevi soggiorni ogni volta che lo desideriamo, offrendoci tariffe economiche. A trarne vantaggio da ciò sono anche e soprattutto i musei, i monumenti, le mostre e i beni culturali.

E in futuro come andrà?

Sicuramente questa tendenza continuerà ad aumentare ma le mete cambieranno. Secondo il Word Economic Forum, che ogni anno pubblica un report dal titolo “Travel & Business” ci sono ben 10 Paesi che nell’ultimo anno hanno fatto passi da gigante nel settore turistico. Per scoprire quali sono, è sufficiente guardare il report 2017.

L’Albania è l’unico Paese all’interno dei confini europei e sta diventando una delle principali destinazioni turistiche grazie soprattutto alla competitività dei prezzi. Nel resto del Mondo si fanno strada altre realtà, tra cui Messico, India, Perù, Egitto, Bhutan e Algeria. A questo link l’elenco completo.

Il bagaglio culturale, i prezzi economici e la natura sono solo alcuni motori che stanno trainando questi Paesi in cima alla graduatoria, salendo le posizioni della classifica e sviluppando una cultura per l’accoglienza, non tanto mentale quanto a livello di organizzazione.

…e la nostra Italia?

Il Belpaese purtroppo sta perdendo posizioni, trovandosi oggi al 27° posto tra i 30 paesi più industrializzati.
Le cause sono da ricercare nei prezzi troppo elevati degli hotel (occorre tuttavia precisare che il report prende in considerazione i prezzi degli hotel di categoria 4 e 5 stelle), nella qualità delle infrastrutture del trasporto aereo, che secondo il Word Economic Forum non è all’altezza dei paesi concorrenti, e nel Governo che “SEMBREREBBE” non dare troppa importanza al turismo, destinando ad esso solo il 3,6% del proprio bilancio, a fronte del 6,5 % speso dal governo spagnolo.

Insomma, un risultato non proprio degno di nota…

Sex and the city: tour dei luoghi della serie

Tutti noi amiamo le serie Tv, ci piace seguire le vicende dei nostri personaggi preferiti e molto spesso siamo tristi dopo la fine di una serie e ci chiediamo cosa faremo per tutta la durata di tempo che precede l’uscita della stagione successiva. A volte ci sentiamo parte della storia e tendiamo quasi a considerare i protagonisti come dei veri amici, come se li conoscessimo da una vita. Sarebbe bello poter visitare i luoghi dove vivono i personaggi della serie e i posti dove sono state girate scene importanti che ci sono rimaste nel cuore.

Se, come me, adorate Sex and the city, avete visto tutte, e dico tutte, le puntate della serie tv e i film, vi farà piacere sapere che a New York esiste un’agenzia che organizza un tour sulle orme di Carrie.

Il tour ha una durata di circa 3 ore e mezza e vi condurrà nei principali luoghi che hanno fatto da sfondo alle avventura di Carrie, Samantha, Miranda e Charlotte!

In questa visita guidata non mancheranno sicuramente le principali attrazioni di New York: Times Square, Broadway e la Fifth Avenue. A queste mete famosissime però verranno affiancati altrettanti luoghi che solo i veri fan di Sex and the city riconosceranno, per esempio la meravigliosa biblioteca di New York, scelta da Carrie come location per il suo matrimonio con Mr Big.

Oppure il Buddakan, il ristorante asiatico scelto dai futuri sposini per i festeggiamenti la sera prima del grande giorno, quando Miranda, in qualità di testimone della sposa, ha tenuto un discorso molto tenero, del quale molti di voi ricorderanno la frase “Voglio fare un brindisi allo sposo, un uomo che ha dato alla sua vita un sapore al carrie”.

Seguendo le orme di Carrie, è impossibile non fermarsi a bere un Cosmopolitan. Durante il tour farete quindi tappa allo Scout, il bar di Steve e Aidan ed è possibile anche fare un po’ di shopping nelle vie centrali di New York, dove troverete negozi di grandi marchi, come Michael Kors.

A Midtown Manhattan potrete vedere la più prestigiosa delle gioiellerie, Tiffany & Co, dove Charlotte ha scelto il suo anello di fidanzamento con il dott. Trey McDougal.

Pensavate di non passare dalla casa di Carrie? Seriamente? L’appartamento che ha fatto da sfondo a molte scene della serie TV e dove sono nati i libri di Carrie, nonchè la sua passione per la moda, purtroppo non è visitabile all’interno ma una foto sull’ingresso è d’obbligo!

L’ultima fermata dell’autobus sarà vicino a Times Square, dove si può andare al negozio HBO per comprare dei souvenir di Sex and the City.

Il ticket è acquistabile online dall’Italia prima di partire, selezionando giorno e ora. Il punto di partenza è la Pulitzer Fountain, in corrispondenza del Plaza Hotel, la prima tappa del tour. Avete in programma un viaggio a New York? Non fatevi perdere questa occasione. Acquistate qui il vostro biglietto!

Pantelleria: 6 cose da fare assolutamente!

Pantelleria è un’isola tutta da scoprire. L’entroterra è molto selvaggio e vi è una sola strada facilmente percorribile in auto, la perimetrale che per tutta la sua lunghezza vi offrirà una bellissima vista sul mare.

Una settimana è sufficiente se il vostro scopo è quello di vedere tutte le spiagge più belle. 10 giorni sono il numero di giorni perfetto se volete cimentarvi in qualcosa di diverso, come visitare l’entroterra, il vulcano o scoprire tutte le zone termali e le saune naturali dell’isola.

In entrambi i casi, se vi recate a Pantelleria, ci sono delle cose che dovete fare assolutamente! Ecco quali.

Escursione in barca. Come vi ho già raccontato nell’articolo in cui descrivevo le cinque calette più belle, dovete sapere che ci sono cale altrettanto belle ma raggiungibili solo in barca. Per questo motivo vi invito a fare un’escursione. Il costo è di 40€ con pranzo a bordo. Personalmente ho scelto l’escursione offerta da Franco, un tipo stravagante e un po’ pazzo, in senso positivo s’intende. Durante la giornata Franco vi farà fare un giro completo intorno all’isola, fermandosi in 4 cale dove potrete tuffarvi!

Calici di stelle. Se vi trovate a Pantelleria nel mese di agosto, dovete sapete che due giovedì del mese, al castello, viene organizzata una serata all’insegna della scoperta dei prodotti tipici locali, con degustazioni di vini e assaggi di marmellate, capperi e altri prodotti panteschi. Il costo d’ingresso è di 10€.

Una cena all’agriturismo Zinedì. Location molto familiare e accogliente, offre un menù a 20€ a persona che comprende aperitivo, primo, secondo, acqua e vino. Tutto a base di pesce. Qui potrete anche acquistare il loro vino e il famoso Passito di Pantelleria e c’è anche la possibilità di farvi spedire a casa i vostri acquisti. Per saperne di più, visitate il loro sito.

Fare i fanghi al Lago di Venere. Il lago è uno specchio di acqua trasparente, visibile anche dall’aereo appena prima dell’atterraggio. Durante le giornate di Tramontana, quando il vento impedisce di fare il bagno in tutta la parte nord dell’isola, molti optano per questo lago. Si tratta del cratere di un antico vulcano alimentato dall’acqua piovana e dalle sorgenti termali poste al suo interno, che raggiungono temperature fino ai 50°.

Assaggiare il pesto pantesco. Realizzato con pomodori, capperi di Pantelleria, mandorle, peperoncino, basilico, prezzemolo, aglio e olio d’oliva e servito con gli spaghetti, è il piatto ideale da gustare dopo una giornata di mare. Io l’ho voluto assaggiare subito la prima sera e ne sono rimasta entusiasta! Se non volete un ristorante con troppe pretese, vi consiglio il Blue Moon Ristorante, adiacente al Blue Moon Hotel, che mi sento di consigliarvi anche per il vostro soggiorno a Pantelleria. L’ambiente è molto familiare, per nulla sofisticato, e i prezzi modici, senza scordare la qualità.

Rinfrescarsi con una granita siciliana. Dimenticate per un momento le granite fatte con cubetti di ghiaccio e sciroppo di menta. Ora provate una granita siciliana e ditemi se tornerete mai a mangiare quella che finora avevate chiamato granita. Davvero, quella al pistacchio è eccezionale, una vera droga! Anche quella alla mandorla è molto gustosa, ma ai palati più raffinati suggerisco di provare la granita fichi d’india e prosecco e quella al gelso!

Pantelleria: le 5 calette più belle

Cala Cinque Denti

Il ritorno da un viaggio ha sempre un non so che di malinconico. Con la mente siamo ancora lontani, alla scoperta di qualcosa di nuovo, ma fisicamente siamo di nuovo a casa, costretti a tornare alla routine di tutti i giorni… Pantelleria è stata una meta dove sono riuscita a fare qualcosa che non facevo da tempo: rilassarmi.
L’isola è molto selvaggia, le spiagge non esistono, ci sono solo calette, alcune anche difficili da raggiungere. Occorre parcheggiare l’auto e poi proseguire a piedi lungo sentieri a volte tortuosi. Sugli scogli sei solo tu e il mare, senza alcuna distrazione. Animazione, lidi, bar, gente che gioca con la palla o a racchettoni, nulla di tutto ciò. Un contatto diretto con la natura!

Caletta del faro

Vi avevo già spiegato dove reperire informazioni utili ad organizzare il vostro viaggio a Pantelleria in questo link. L’isola non è grandissima, ma per girarla è necessario noleggiare un’auto o un motorino, altrimenti non avrete alcun mezzo per raggiungere le calette. Fate in modo di arrivare sull’isola avendo già prenotato prima la vostra auto, evitando così di non trovarne una o di pagarla 60€ al giorno.

Essendo un’isola così selvaggia, non mi sento di consigliarla a famiglie con bambini piccoli, alcuni sentieri potrebbero essere pericolosi per loro essendo in pendenza e a tratti scivolosi.

Fondamentale è avere con sé delle scarpette di quelle che si possono tenere anche in acqua, so che non sono il massimo, anzi fanno proprio schifo, ma servono davvero e le indossano tutti, il che aiuta a sentirsi meno a disagio inizialmente! Le mie le ho comprate alla Decathlon con 6€ e hanno fatto il loro lavoro discretamente. Le ho trovate a questo link!

Cala Tramontana

Come vi dicevo, a Pantelleria le spiagge non esistono, ma ci sono calette davvero spettacolari dove vale la pena tuffarsi! Ecco quali sono le più belle:

Al primo posto, senza alcun dubbio, Cala Cinque Denti. Mare trasparente, pesciolini che nuotano tra i vostri piedi. Una caletta che vi lascerà a bocca aperta! Per raggiungerla, dovete seguire la strada principale, ossia la perimetrale di tutta l’isola in direzione Punta Spadillo. Un paio di curve prima del faro, lungo strada vedrete una scaletta che scende. Quello è il percorso più veloce per arrivare a Cinque Denti.

La caletta del faro, appena prima della Balata dei Turchi. Non ho idea di come si chiami questa caletta e non è segnata su alcuna mappa, a noi è stata consigliata da una persona del posto come alternativa alla Balata dei Turchi, in una giornata in cui il vento impediva di fare il bagno in parecchie parti dell’isola. Per raggiungerla dovete seguire le indicazioni per la Balata dei Turchi, quando iniziate a intravedere il faro, lasciate la stradina che conduce alla balata e imboccate la via che scende alla vostra sinistra. Questa caletta è abbastanza riparata dal vento, l’unica pecca è che il sole sparisce già dalle 17:30 lasciandovi all’ombra. È quindi consigliato recarvi presto la mattina per godervi il sole il più possibile!

Arco dell’Elefante, nonché simbolo dell’isola di Pantelleria. Si tratta di una roccia che ricorda la proboscide di un elefante. L’Arco dell’Elefante si trova, in ordine, dopo Cala Tramontana e Cala Levante. La vista dall’Arco dell’Elefante è splendida. Il percorso per tuffarvi in acqua non è semplicissimo ma vale la pena tentare.

Arco dell’Elefante

Cala Tramontana, forse l’unica caletta con uno spazio per sdraiarsi al sole senza doversi arrampicare sugli scogli. Essendo appunto una delle poche calette “comode” è sempre piena di gente. Da Cala Tramontana, se avete voglia di farvi una nuotata, potete allontanarvi dalla riva e andare verso gli scogli alla vostra destra. Uno spettacolo di colori e pesci vi si presenterà davanti agli occhi.

Gadir. La particolarità di Gadir è data da alcune vasche di acqua calda, em… bollente! Potete immergervi in queste acque dai poteri curativi e lasciarvi cullare come se foste in una vasca termale. Attenzione a non stare troppo dentro però, la temperatura dell’acqua, essendo così elevata, provoca un abbassamento della pressione.

Vista dalla contrada di Sibà

Questo è solo una piccola parte di quello che Pantelleria ha da offrire. Nel prossimo articolo vi racconterò alcune cose che dovrete fare assolutamente durante il vostro soggiorno su quest’isola!

3, 2, 1… me ne vado a Pantelleria!

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Eccomi qui, pronta per una nuova avventura! Tra un’ora prenderò l’aereo, destinazione: Pantelleria. Inutile dire che non vedo l’ora di essere lì!!!
Sono stata solo una volta in Sicilia, a Trapani, città molto bella con un centro storico pieno di vita, e spero di ritrovare a Pantelleria la stessa calorosa accoglienza.

Ovviamente in questi ultimi giorni ho reperito un sacco di informazioni utili, su cosa fare e cosa vedere, e ho già in mente un paio di escursioni che mi porteranno alla scoperta di questa isola dalle acque cristalline. Chi sa se si mostrerà all’altezza delle mie aspettative, soprattutto quelle culinarie!

Come raggiungere Pantelleria

Per raggiungere Pantelleria il modo più veloce è volare con la Blu Panorama, che atterra direttamente sull’isola. Unica pecca: un solo volo giornaliero, di conseguenza conviene prenotare con molto anticipo. Io ho prenotato a febbraio e già all’ora mi dava solamente 4 posti disponibili sul volo. Per il viaggio da e per l’aeroporto potete usufruire del bus Autoparco Comunale oppure richiedere il servizio navetta al costo di 10€, pagando direttamente al conducente.
In alternativa è possibile atterrare all’Aeroporto di Trapani e poi prendere il traghetto.

Organizzare una vacanza a Pantelleria

Sul sito Vivere Pantelleria si può trovare tutto ciò di cui si ha bisogno per organizzare il proprio viaggio. Dalle strutture ricettive, alle escursioni, dai ristoranti agli eventi e molto altro. Per chi ama organizzare tutto nei minimi dettagli prima della partenza, risulta molto utile. Io che, al contrario, non amo programmare nulla prima della partenza, se non curiosare un po’ sulle possibili attività e gite giornaliere, deciderò tutto giorno per giorno, in base ai consigli delle persone che incontrerò lungo il mio cammino.

E’ giunto il momento di partire! Restate sintonizzati sui miei canali social per vedere tutte le foto che condividerò!

A prestissimo 🙂

Itinerario di un giorno alla scoperta dei castelli della Romagna

I castelli sembrano sempre avvolti da un’aurea di mistero, un non so che, che ci infonde curiosità e voglia di conoscere e al tempo stesso ci incute un senso di malinconia misto ad angoscia. Certo è che visitare un castello è sempre una buona idea, soprattutto perchè c’è sempre qualcosa da scoprire, passaggi e stanze segrete, aneddoti interessanti sulla famiglia che vi viveva e curiosità sulla vita di corte.

Se avete voglia di una gita fuori porta e vi piace visitare castelli, potete seguire questo breve itinerario di un giorno, che vi porterà alla scoperta di due castelli della Romagna, il castello di Gradara e quello di Montefiore Conca.

Se siete in possesso della Romagna Visit Card, potete usufruire di uno sconto sul biglietto di ingresso a questi due siti medievali. Se ancora non l’avete comprata, vi ricordo che è possibile ordinarla sul sito ufficiale e, inserendo il codice BLG-017, avrete anche uno sconto sull’acquisto. A questo link potete vedere tutti i 54 siti culturali accessibili gratuitamente e scoprire tutte le strutture convenzionate, nelle quali poter accedere con un prezzo scontato.

Il castello di Gradara

Vi sarà capitato, forse, di sentir parlare di Gradara, il borgo che ha fatto da cornice alla storia d’amore tra Paolo e Francesca. La rocca sorge in cima al colle, nel corso del tempo fu la casa delle principali famiglie di epoca medievale e rinascimentale: Malatesta, Sforza, Borgia e Della Rovere. Oggi è possibile ammirarne gli interni, ritrovando alcuni arredi originali, dipinti ed affreschi.
La visita guidata deve essere prenotata con anticipo, chiamando il numero 0541-964115 e successivamente recarvi alla Pro Loco di Gradara, dove vi verrà applicato lo sconto della vostra Romagna Visit Card.


Il Catello di Gradara dista solo 35 minuti di auto da Montefiore Conca. Il mio consiglio è quello di dedicare la mattina alla visita di Gradara, riscoprendo l’atmosfera medievale di un borgo perfettamente conservato e ammirando gli spazi verdi lungo la strada che conduce alla rocca.
Il pomeriggio invece sarà interamente dedicato a Montefiore Conca, nonché uno dei “Borghi più belli d’Italia”, e al suo castello.


Il Castello di Montefiore Conca

Costruito per volere della famiglia dei Malatesta, il Castello ospita affreschi raffiguranti scene dell’Eneide, realizzati per mano di Jacopo Avanzi. La visita vi condurrà all’interno della fortezza, passando per la Sala del Trono e la Sala dell’Imperatore, mostrandovi, tre le altre, una ricca esposizione di reperti archeologi rinvenuti durante gli scavi. Anche qui la visita deve essere prenotata preventivamente chiamando il numero 0541-980179.
Andate a dare un’occhiata al profilo Instagram di Montefiore Conca, troverete delle fotografie strepitose! Anche quelle che vedete in questo articolo sono loro 🙂

Per maggiori informazioni, potete visitare il sito di Romagna Visit Card e nello specifico la pagina dedicata al Castello di Gradara e quella dedicata al Castello di Montefiore Conca.

Curiosità!

Chi sono Paolo e Francesca?

Correva l’anno 1275 quando Guido da Polenta decise di concedere sua figlia Francesca in sposa a Giovanni Malatesta, come ringraziamento per averlo aiutato a cacciare i nemici. Giovanni Malatesta non era di certo quello che si può definire “un bel ragazzo”, così Guido da Polenta decise di ingannare la figlia: fece conoscere a Francesca Paolo il Bello, fratello di Giovanni. Così la povera ingannata accettò di sposarsi, senza sapere che Paolo avrebbe pronunciato il suo sì a nome e per conto del fratello.
Col passare del tempo Paolo e Francesca continuarono a frequentarsi di nascosto, finché il marito di lei li uccise entrambi.

Piscine naturali? Le Fosse di Nese in Lombardia

Il caldo è insopportabile e le piscine troppo care? Lo sai che esistono delle piscine naturali? In alcuni posti è possibile trovare delle vasche naturali, che si formano nel punto in cui nasce l’acqua oppure in prossimità di piccole cascate. Le Fosse di Nese ne sono un esempio. Le ho scoperte per caso tramite il racconto di un collega ed ho subito deciso di andarci per vedere con i miei occhi qualcosa che, a parole, sembrava davvero unico. E cosi è.

Le Fosse di Nese – dove si trovano?

Le fosse si trovano a Nese, appunto, una frazione di Alzano Lombardo, in provincia di Bergamo. Per raggiungerle non dovete far altro che impostare il navigatore su Fosse di Nese. Ad un certo punto, in mezzo ad alcuni tornanti, passerete accanto a un mini parcheggio, lì il navigatore vi annuncerà di essere giunti a destinazione. Parcheggiate e tornate un pochino indietro fino a dove vedrete una stradina che conduce ad alcune case. Prendete quella via e seguitela fino in fondo.

Procedete su quella strada fino a quando troverete davanti a voi un grande prato e sulla vostra sinistra vedrete un boschetto. Entrate e lustratevi gli occhi!

La prima cascata che si incontra lungo il tragitto è tutta all’ombra, quindi il mio consiglio è di andare oltre. La strada diventerà in salita e vi troverete davanti a una sorta di bivio. Alla vostra destra una stradina stretta stretta che si affaccia su uno strapiombo, sotto il quale si trova la prima cascata che avete visto poca fa! Lì troverete la seconda cascata, ma lo spazio per stendere i teli è piccolo e potrebbe essere già occupato.

Se così fosse, ripercorrete la “bellissima” stradina stretta stretta e guardate le rocce di fronte a voi. Ok, ora scalatele! Non vi prendo in giro, i vostri polpacci piangeranno ma, quando vedrete questo, mi ringrazierete 🙂

Vi suggerisco di portarvi il pranzo al sacco e fermarvi tutta la giornata alle fosse. L’acqua è ovviamente fredda ma, dopo la camminata per arrivarci e la scalata, non ve ne accorgerete!

Avrei voluto chiamare questo paragrafo “Curiosità”, ma poi ho pensato che un bel “Attenzione” sarebbe stato più appropriato. Potrebbe capitarvi di vedere persone che si lanciano dall’alto, gente che usa le rocce bagnate come scivoli… Vi prego, siate prudenti!!! Parlando con gente del posto, mi è stato detto che una valanga di gente si è rotta braccia, gambe e c’è addirittura chi ci ha lasciato le ossa… capisco che il posto sia bello, capisco la voglia di tuffarsi e divertirsi ma vi ricordo che state facendo il bagno in mezzo a delle rocce e non ci vuole molto per farsi davvero male.

Non voglio rendervi tristi con questo racconto o mettervi paura, basta stare attenti e responsabili e nessuno si farà male! Ho visto anche dei bambini raggiungere le fosse senza alcun problema.

Da qual che so, esiste una strada più semplice, dove le cascate sono più vicine tra di loro all’interno di un grande spiazzo di erba, purtroppo però non so di preciso come arrivarci. Quel che è certo è che alle Fosse ci tornerò e la prossima volta spero di sapervi dire qualcosa in più!