Ragazza alla pari: com’è vivere in una nuova famiglia? [Parte seconda]

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Claudia è quasi giunta al termine del suo primo mese come ragazza alla pari a San Francisco. Per chi si fosse perso il primo articolo, vi consiglio di andare a leggerlo a questo link! Vi aiuterà a capire chi è Claudia e cosa stiamo facendo insieme.

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Un mese non è un lasso di tempo abbastanza lungo per definire un’esperienza positiva o negativa, di certo però è sufficiente a farsi una prima idea. Quello che voglio sapere oggi da Claudia è se questa esperienza sta rispecchiando le sue aspettative o se è stata una sorpresa in tutto e per tutto.
E vorrei anche sapere qualcosa in più sul piccolo William, il bimbo di 7 mesi di cui Claudia deve prendersi cura durante il suo soggiorno in famiglia!

A lei la parola…

Greca

Ciao! Eh sì, il primo mese è quasi finito! Sta passando tutto così in fretta e sono molto soddisfatta! Tutto sta andando secondo le mie aspettative e anche meglio e il tempo vola. Con tre bambini in casa c’è sempre qualcosa da fare! Vogliono sempre giocare, poi sono tre maschietti… un vero e proprio divertimento!
Il piccolo Jimmy, il bambino di cui mi devo prendere cura tutto il giorno, da Lunedì a Venerdì, è fantastico! Giochiamo tantissimo 🙂
Durante i weekend con tutta la famiglia andiamo a fare delle gite. Siamo andati a vedere San Francisco e l’Oceano Pacifico! Non vedo l’ora di fare altre gite per scoprire meglio questa fantastica California! Ma soprattutto non vedo l’ora di continuare a divertirmi con la mia American Family!

Quelle che vedete in questo articolo sono alcune foto che ho realizzato da quando sono arrivata a San Francisco, spero vi piacciano!

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Weekend in hotel con vista sul lago d’Iseo [giorno 2]

La nostra prima giornata di totale relax si era conclusa con una buonissima cena all’Agriturismo Padem da Rosi. La mattina  potete usufruire ancora della piscina dell’Hotel Ristorante Miranda, per acquisire la giusta carica prima della camminata pomeridiana alla scoperta delle Piramidi di Zone.

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Le Piramidi di Zone – Come si sono formate?

Situate a Zone, sul lago d’Iseo, sono un bellissimo esempio di quello che la natura e le condizioni climatiche sono in grado di creare nel tempo.
Questo fenomeno è il risultato dell’acqua piovana caduta su di un deposito morenico e dell’azione protettiva compiuta da grandi sassi sulla superficie morenica sottostante.
L’acqua piovana contiene anidride carbonica e la reazione tra i due elementi favorisce la formazione dell’acido carbonico che ha potere corrosivo. Si tratta di un raro fenomeno della natura che attrae oggi numerosi turisti appassionati di trekking e non.

Cadendo, la pioggia scava la pietra,
non per la sua forza, ma per la sua costanza.

Le Piramidi di Zone – Il percorso

Il percorso è abbastanza faticoso, ma comunque piacevole. Se avete a disposizione racchettoni e scarponi da montagna, portateli con voi; la strada è per lo più in discesa e molto in pendenza, per questo motivo l’escursione risulta inadatta per i bambini. Per loro è troppo faticoso e portarli in braccio è da pazzi!

La durata è di un’ora/un’ora e mezza, dipende da quanto siete allenati, ed è circolare: partirete dal bar-chiosco e tornerete lì. Trovare il chiosco in auto è molto semplice, vi basterà seguire le indicazioni stradali per le piramidi, sono ben segnalate! Lungo il percorso invece, non dovete far altro che seguire le frecce disegnate a terra o i cartelli.

Piramidi di Zone3_Instancabile giramondo
Se state pensando di farvi una gitarella con tanto di pic-nic, fermatevi subito! Lungo il percorso troverete solo qualche panchina all’inizio, a metà e alla fine, ma non vi sono le attrezzature necessarie per fermarsi a mangiare, mancano addirittura i cestini! Il mio consiglio è quello di pranzare al chiosco, sono dotati di piadine e panini, e di fermarvi nuovamente al chiosco al vostro ritorno per una meritata merenda.

 

 

 

Weekend in hotel con vista sul Lago d’Iseo [giorno 1]

Ogni tanto serve staccare la spina, anche solo per un weekend, per ricaricare le energie, per liberare la mente o semplicemente perchè a volte è bello fermarsi e non fare nulla! Oggi voglio proporvi una location molto bella, a due passi dal lago d’Iseo, il luogo ideale per una giornata di totale relax.

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Hotel Ristorante Miranda

L’Hotel Ristorante Miranda si trova a Riva di Solto, in provincia di Bergamo, e offre una bellissima vista sul lago. Essendo una location molto d’effetto, in questo periodo potrebbe capitarvi di assistere a un ricevimento di nozze sulle terrazze, spero per voi che siate così sfacciati come i francesi da rubare qualche calice di champagne 😀

L’hotel è convenzionato con le terme di Darfo Boario ed è anche un buon punto di partenza per numerosi itinerari alla scoperta della zona. Se quello che volete invece è stare spaparanzati al sole, potete usufruire della piscina vista lago!

Hotel Ristorante Miranda_Instancabile giramondo

Per il pranzo potete optare per qualcosa di veloce; il bar dell’hotel propone panini e insalatone da gustare in loco. La sera invece il mio consiglio è quello di prendere l’auto e uscire.

Agriturismo Padem da Rosi

A soli 15 minuti di guida dal Miranda troverete l’Agriturismo Padem da Rosi.
Con 40€ in due potete mangiare un antipasto misto di affettati e formaggi, un primo, dolce, acqua e vino.

I piatti cambiano sempre in base alle proposte del giorno. Potete scegliere un primo unico, ad esempio i casoncelli, oppure fare un tris dei primi. Il tutto è rigorosamente fatto in casa, dolci compresi! L’ambiente è familiare e alla mano, ma la cucina è ottima e la vista è molto appagante.

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Rosi, la proprietaria, è una persona molto cordiale, che si intrattiene volentieri a fare due parole con i suoi ospiti. L’agriturismo si trova a 700 metri di altitudine e i tavoli sono tutti all’esterno, per questo motivo la sera è consigliato un cardigan.

Dopo aver dedicato una giornata a voi stessi, il secondo giorno potete scegliere se continuare a rilassarvi oppure approfittare delle forze che avete ripreso e fare una bella passeggiata. Io ho scelto la seconda opzione e mi sono recata alle Piramidi di Zone, delle quali vi parlo in questo articolo!

Itinerario di 2 giorni alla scoperta della Provenza

La Provenza è un’antica provincia posta a sud-est della Francia, nota in tutto il mondo per la coltivazione della lavanda.
Il periodo migliore per visitare la Provenza è luglio, quando i campi si tingono di viola ed è davvero uno spettacolo da vedere!

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Oggi voglio proporvi un itinerario di due giorni in quella bellissima zona della Francia, facilmente raggiungibile dalla nostra Italia. Il mezzo migliore per recarsi in Provenza è senza dubbio l’auto, percorrendo la Costa Azzurra e i suoi bellissimo paesaggi 😍

Giorno 1 – Gole del Verdon, Aix en Provence

Il punto di partenza di questo viaggio alla scoperta della Provenza è Castellane, un’antica città provenzale che si affaccia sul fiume Verdon. Da qui è possibile raggiungere le Gole del Verdon.

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Conosciute anche come il Grand Canyon d’Europa, le Gole del Verdon costuiscono un panorama unico, uno di quelli da cartolina. Il fiume Verdon, scorrendo in mezzo alle montagne, forma un ambiente adatto a tutti gli amanti di rafting, arrampicata e trekking. Lungo la strada, non molto confortante per chi soffre il mal d’auto, ci sono numerosi punti panoramici, dove fermarsi a scattare qualche fotografia. Il panorama è mozzafiato!

Il viaggio prosegue verso Aix en Provence,  la “Città delle mille fontane”, per passare la notte all’Hotel Campanile.

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Giorno 2 – Valensole, Abbazia di Sénanque

Dopo una colazione francese, è il momento di rimettersi in auto alla volta di Valensole, un piccolo villaggio famoso per la sua specialità, il miele di lavanda. Il modo migliore per conoscere il paesino è partecipare a uno dei tanti eventi che si susseguono durante l’anno, in particolare il Festival della lavanda, che si tiene ogni anno nel mese di luglio.

Nel pomeriggio proseguiamo verso Gordes, un antico borgo circondato da campi di lavanda, sui quali domina l’Abbazia di Sénanque, la nostra ultima meta.

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L’abbazia è un chiaro esempio di architettura cistercense. Si tratta dell’architettura adottata dai monaci cistercensi, a partire dal XII secolo, per costruire i loro monasteri. La semplicità e la povertà caratterizzano questo edifici, collocati sempre lontano dai centri abitati.

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Valencia: 4 cose da fare (assolutamente)

Ho sempre avuto una bella opinione riguardo la Spagna e gli spagnoli. Nell’immaginario di tutti noi la vita spagnola è fatta di feste, movida e divertimento.
In realtà la Spagna è molto altro, è cultura, è arte, è tradizione e storia.
E questo la rende ai miei occhi ancor più affascinante!

Valencia, posta sul versante orientale della Spagna, è diventata una meta molto amata dai giovani. La città ha parecchio da offrire sia in termini di cultura che di movida e risulta davvero difficile annoiarsi!

Se fino a questo momento non avevate tenuto in considerazione Valencia come opzione per i prossimi viaggi, ripensateci! Cercando volo e hotel con largo anticipo, potreste trovare offerte strepitose. Il mio viaggio a Valencia risale ormai al lontano 2010, a quei tempi la città era una meta meno ambita rispetto ad ora, ma ricordo benissimo di aver speso 130€ per hotel e volo, fermandomi in città una settimana.

Il mio suggerimento è di visitare Valencia nel mese di settembre, quando la folla di turisti è un po’ diminuita ma il caldo si fa ancora sentire, sfiorando anche i 30°, e consentendovi di fare un tuffo tra una visita e l’altra.

Se vi ho convinto e state già prenotando il volo, segnatevi queste cose che dovrete fare assolutamente una volta giunti a Valencia.

  1. Mangiare la paella sul lungomare.
    Di pesce, di carne oppure mista, la paella è sempre buona! Sul lungomare i ristoranti si susseguono l’un l’altro. Vi consiglio di passare il circuito urbano di Valencia e fermarvi in uno dei ristoranti oltre il porto.

    paella

  2. Fare una passeggiata nei giardini della Turia.
    Nel 1958, in seguito a un’inondazione che causò molte vittime, il Comune decise che il fiume Turia non doveva più continuare ad attraversare il centro della città. Venne così creato questo bellissimo giardino, all’interno del quale poter svolgere numerose attività all’aria aperta.

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  3. Divertirvi al Parco Gulliver.
    Ricordate il momento in cui Gulliver si trova immobilizzato al suolo da parte degli abitanti di Lilliput? Ecco, la scena è questa e per i bambini è uno spasso: un parco giochi diverso dal solito e completo di tutto! Ammetto di aver finto di essere lì insieme a una bambina e di averla seguita per potermi arrampicare sopra Gulliver e scendere dagli scivoli.

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  4. Una giornata allo zoo e all’oceanografico.
    Vi avevo già parlato dello zoo di Valencia come di uno dei più belli in Europa e ci tengo a ribadire il concetto: visitatelo! Concedetevi una giornata in queste due bellissime attrazioni della città e provate l’ebrezza di tornare bambini per un giorno.

    Valencia

Ragazza alla pari: le aspettative pre partenza

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Conoscere le lingue, in particolar modo l’inglese, è ormai diventato fondamentale. Per potersi distinguere dalla massa però è necessario sfoggiare nel proprio curriculum un soggiorno all’estero di qualche mese/anno. Le possibilità sono molte e una di queste è quella di lavorare come ragazza alla pari.

Chi è la ragazza alla pari?

La ragazza alla pari è colei che si trasferisce all’interno di una famiglia, diventandone parte a tutti gli effetti. Essere una ragazza alla pari significa partecipare ad un programma di scambio linguistico e prendersi cura dei bambini della famiglia ospitante per tutta la durata del soggiorno.
Sicuramente si tratta di un’esperienza molto formativa e soprattutto completa: si ha modo di migliorare le competenze linguistiche, mettendosi in gioco e applicandosi, e si prova cosa vuol dire assumersi delle responsabilità, come accade nel mondo del lavoro. Del resto, fare la babysitter è un lavoro a tempo pieno!

Con quale agenzia partire?

La riposta a questa domanda l’ho fatta io stessa ad un’altra persona, Claudia. Tra poco vi spiegherò di chi si tratta… Nel frattempo posso anticiparvi che Claudia partirà lunedì 3 luglio per San Francisco, dove lavorerà come ragazza alla pari per un totale di 2 mesi. Per quest’anno Claudia si è attivata da sola tramite una conoscenza negli Stati Uniti, tuttavia è in contatto con l’agenzia Cultural Care Au Pair, con la quale si sta già organizzando per il 2018.

Chi è Claudia?

O forse, per citare i cari Aldo, Giovanni e Giacomo, si potrebbe dire “Tu la conosci Claudia?” Be, io sì! Claudia ha deciso di buttarsi in questa esperienza del tutto nuova per migliorare il suo inglese. Ho pensato che potesse essere interessante aggiornarmi e aggiornavi periodicamente su questa sua avventura, così abbiamo deciso che periodicamente vi racconteremo come sta andando la sua vita a San Francisco. Claudia dovrà prendersi cura di Jimmy, il piccolo della famiglia di 7 mesi, mentre i fratelli saranno impegnati con l’asilo estivo. Le aspettative pre-viaggio sono molte e Claudia sembra esserne entusiasta:

Instancabile giramondo_Cit ClaudiaSpero che siate curiosi quanto me di seguirla in questa bellissima esperienza e di sentire tutto quello che ha da dirci! Ma soprattutto, come promesso, vogliamo tante foto!!!

Ci aggiorniamo a fine mese! 🙂

 

Bed&Boat: un nuovo concetto di vacanza

Instancabile giramondo_boat

Ci sono tre tipi di uomini:
i vivi, i morti e quelli che vanno in mare…
Platone

Avete pensato di fare una vacanza in barca con i vostri amici, ma l’idea di avere uno sconosciuto alla guida non vi rassicura? Oppure volete regalare una vacanza davvero indimenticabile

L’offerta turistica è oggi vastissima e per sopravvivere, nel turismo come in molti altri settori, è necessario sapersi reinventare e offrire esperienze diverse, che permettono di distinguersi dalla concorrenza e attirare l’attenzione del cliente, in questo caso il turista.

Bed&Boat è l’esempio eclatante di come basti davvero poco per offrire al turista un’esperienza unica e fuori dal comune. Il primo concetto di Bed&Boat ha origini italiane, per la precisione pugliesi.
Si tratta di una nuova tipologia di vacanza che si è sviluppata nella mente di Gae Aulenti, designer e architetto italiana, dopo aver visitato il Tacco d’Italia.
Il senso è quello di unire in un unico viaggio la tradizione culturale e artistica di Conversano con lo splendido mare pugliese.

Conversano è un piccolo borgo medievale, non molto distante da Alberobello (dove finalmente mi recheró a settembre). Passerete la notte all’interno di una struttura antica, elegante e accogliente e di giorno esplorerete le acque cristalline della Puglia a bordo di una barca, completamente a vostra disposizione, pilotabile senza patente nautica.

Potrete decidere quale rotta seguire lungo la costa di Polignano e Monopoli, raggiungere calette non accessibili via terra, prendere il sole in mezzo al mare!

Se da un lato il fatto di avere come casa il mare ci rende adrenalinici, dall’altro occorre essere consapevoli e responsabili. Per questo motivo tutte le barche sono tutte dotate di sistemi di sicurezza, videosorveglianza e trasponder, per individuare la vostra posizione in caso di disorientamento.

Bed&Boat è un’occasione irrinunciabile. Non si tratta delle solite escursioni care e stracolme di gente. Qui ci sarete solo voi, il mare e il vento a condurvi.

Per maggiori informazioni e per penotare subito il vostro soggiorno visitate il sito di Bed&Boat!

La vita di un italiano a Edimburgo

Edimburgo

Al giorno d’oggi sono sempre più numerosi gli italiani che decidono di lasciare la propria casa per trasferirsi all’estero. Le ragioni di questa decisione sono molte e variano di persona in persona.

Tomas ne è un esempio. Dopo essersi laureato all’Università di Milano Bicocca in Scienze del turismo e comunità locale (sì, era un mio compagno di corso! :D), ha deciso, insieme alla sua ragazza, di mollare tutto e andare a vivere in Scozia.

Sicuramente il coraggio, unito a un buon spirito di adattamento, sta alla base per poter prendere una simile decisione. Quello che mi incuriosisce maggiormente è scoprire cosa avviene dopo questa scelta ed è quello che ho cercato di fare in questa intervista. Spero vi piaccia!

Quasi 2 anni fa hai deciso di lasciare l’Italia e di trasferirti a Edimburgo. Perchè proprio lì?

Bella domanda… nel momento in cui prendi una decisione così drastica, fai di tutto per informarti e prepararti al meglio. Così con la mia ragazza abbiamo letto più blog di expat possibile, focalizzandoci sulla possibilità di andare in un paese dove potessimo migliorare il nostro inglese.
Ricordo ancora un post che elencava le “migliori città UK dove espatriare” ed Edimburgo era la seconda scelta dopo Londra. Io ho sempre coltivato il “London Dream” fin da piccolo, ma ero sicuro che non sarebbe stata la città per noi: troppo grande, troppo caotica, troppo cara. Edimburgo sembrava invece un piccolo paesino, ma con le stesse comodità della città. Era un luogo che conoscevo appena, così come la Scozia in generale, ma devo dire ora che mai scelta fu più azzeccata!

Come è stata l’accoglienza che hai avuto una volta giunto nel tuo nuovo Paese?

L’accoglienza è stata fenomenale: su un gruppo Facebook ho trovato un ragazzo ungherese che si è fidato di noi e ci ha dato la sua seconda stanza in affitto, nonostante partissimo da zero, senza lavoro ne esperienza. Ci è persino venuto a prendere all’aeroporto il primo giorno e ci ha aiutato con tutte le prime pratiche, è stato fantastico!
E in generale gli scozzesi sono veramente amichevoli, accoglienti, pronti ad aiutare il prossimo. Mi sento veramente fortunato a vivere in un paese dove non vi sono in generale pregiudizi e anzi, le differenze sono viste come una ricchezza, non come un difetto.

In cosa è migliorata la tua vita in Scozia? Hai riscontrato anche cambiamenti in negativo?

Premetto che venivo da diversi anni dove dovevo far convivere studio (scuola superiore e poi università), lavoro (nell’attività di famiglia) e vita sociale, il che rendeva veramente frenetica la mia precedente esperienza a Milano.
La mia vita qui di conseguenza è migliorata grazie a un ritmo sicuramente più rallentato, dove la gente che si incontra è più tranquilla, rilassata, sicuramente disposta ad aiutare se in difficoltà, ma che ti lascia il tuo spazio e soprattutto non ti giudica. Mentalmente questo è un grande iniettore di fiducia, e ti fa veramente sentire parte di una comunità.
Ora con la mia ragazza possediamo due buoni lavori, una casa piccola ma accogliente a soli 20 minuti a piedi (a piedi!!) dal centro, tempo da dedicare a hobby ed escursioni e ovviamente per mangiare fuori (la voglia di sushi e di pizza non ci ha abbandonato!). Quando andiamo fuori ci sentiamo sicuri, e anche alle 3 di notte incontriamo gente normale o comunque tranquilla, e mi vengono i brividi a pensare alla stessa scena in un quartiere qualsiasi di Milano.

Gli aspetti negativi ci sono ovviamente, iniziando dal cibo: vi è una carenza di varietà e di qualità rispetto all’Italia, soprattutto per frutta e verdura. Vi sono molte materie prime di alto valore anche qui, nonostante quasi tutto sia importato, ma volete mettere con i reparti freschi nostrani? Mi sono quasi commosso l’ultima volta che sono entrato dentro un Esselunga ;(
A parte questo, la città in molti punti, specie nel centro storico, è molto sporca, vi sono scene ultrapietose di ragazzini 18enni ubriachi marci alle 8 di sera e pure stormi di gabbiani con lo sguardo cattivissimo, pronti a fregarvi lo snack se lasciato incustodito. Che paura!!
E se siete abituati agli orari della metropoli qui dovrete stare attenti: tutti i negozi e i parchi principali chiudono alle 6-7, così come i ristoranti e pub chiudono le cucine alle 10, nonostante in estate il sole non tramonta prima delle 11. Gli scozzesi non hanno proprio il senso per gli affari!

È stato difficile abituarti allo stile di vita scozzese?

Lo stile di vita scozzese è fantastico: poca voglia di lavorare e dritti al pub alle 6 di sera! A parte gli scherzi, lo stile di vita qui è sicuramente più rilassato, e la cosa non può che metterti a tuo agio.
E’ facile incontrare qualcuno che si conosce per strada, così come vi è una facilità impressionante di fare amicizia. La combinazione di apertura mentale scozzese e la quantità di giovani universitari rendono Edimburgo una città internazionale, sempre aperta al nuovo. È facile farsi contagiare da tale spirito, che ti include senza essere per questo troppo invadente.

È facile trovare una casa a Edimburgo? E un lavoro?

Se lo si compara a metropoli come Milano direi proprio di si, nonostante giusto negli ultimi tempi i prezzi stiano aumentando per gli affitti. Per contro invece comprare casa non è impossibile per coppie giovani, e il welfare scozzese ti aiuta coprendo fino al 25% del costo della casa (vedi Scottish lift).
Il mercato del lavoro è molto dinamico, e se uno cerca trova sempre. Io personalmente sono alla mia terza esperienza lavorativa in quasi due anni, e non mi sono mai sentito con la necessità di trovare un posto fisso o con l’apprensione di non riuscire a trovare alternative nel momento in cui volessi cambiare lavoro. Ovviamente bisogna sempre iniziare dal basso, ma qui in generale esiste la meritocrazia, e chi si impegna di più va avanti.

Top tip: sapere le lingue è più che importante qui! Gli scozzesi non brillano in questo senso, pertanto saperne bene due o tre è vitale per poter far carriera, specie in settori come quello del turismo. Io personalmente non avrei mai pensato che il mio spagnolo sarebbe stato importante qui, e ora mi ritrovo a lavorare in una compagnia spagnola, nel quale utilizzo costantemente tutte e tre le lingue che conosco, ovvero italiano, spagnolo e inglese.

Quali consigli ti senti di dare a chi vuole trasferirsi a vivere in Scozia?

I tempi sono sicuramente più difficili di due anni fa, per via del Brexit: vi sono maggiori restrizioni, il che rende tutto più complicato. Ma è ancora possibile venire qui con nulla e costruire qualcosa da zero, l’importante è essere umili, accettare qualsiasi lavoro, pur di imparare la lingua ed inserirsi nel nuovo contesto sociale, e poco a poco si vedranno i risultati.

E a chi vuole semplicemente fare un viaggio a Edimburgo?

Edimburgo è un concentrato di bellezze assolutamente da non perdere! Io personalmente adoro questa città, e quello che consiglio è di partire con l’idea di entrare in un luogo che ha solo voglia di essere scoperto, in cui ogni angolo e ogni oggetto è in grado di raccontare una storia. Pertanto il miglior modo è camminare a zonzo per la città, attraversare i famosi vicoli della città vecchia (i close), ammirare la bellezza geometrica della città nuova, e respirare un’atmosfera unica, con il suono melodiosamente stridente di una cornamusa mai troppo lontana dalle proprie orecchie.

Quanti giorni servono per visitare bene la città?

Edimburgo la si può visitare in un weekend lungo, in cui poter esplorare a piedi i quartieri principali della città, ma anche per entrare nelle diverse attrazioni. E senza scordare di fare esperienze propriamente scottish: passate una serata a bere birra al pub, gustate le “prelibatezze scozzesi” al ristorante, ballate il ceilidh in compagnia (danza popolare simile ai balli medievali di gruppo), rilassatevi al parco (o al cimitero!), ascoltate musica dal vivo (in strada o nei locali) e infine cercate di intavolare un discorso con un vero scotsman, per poi realizzare che non avrete capito un’acca, ma va bene così, perchè lui sarà il primo a sapere che il suo accento è veramente incomprensibile!

Qual è il tuo posto preferito a Edimburgo e perché?

Il mio posto preferito, dopo avervi annoiato tutto il tempo con la “pace e la tranquillità” della città, è ovviamente il centro, dove un giorno non è mai uguale all’altro e si percepiscono sempre delle vibrazioni positive. Il mio posto ideale parte dalla High street (cuore centrale della città vecchia), dove si trovano sempre artisti di strada dei più disparati (dai classici saltimbanchi alla donna con più piercing del mondo), fino a scendere a Princes Street (arteria principale della città nuova), dove vi si trovano sempre band che suonano, oppure ci si può rilassare sdraiandosi sul perfetto prato “scozzese” del parco, giusto dietro l’angolo.

Non mancano ovviamente le perle poco fuori città: Edimburgo ha la collina (ex vulcano estinto), ha il fiume, con tanto di cascata, borghetti piccoli e meravigliosi, parchi enormi e verdissimi (dove si può anche giocare a golf!), e non gli manca neppure il mare (leggende raccontano che 2-3 volte all’anno è possibile farsi il bagno, assurdo!).

Citazione_Instancabile giramondo_Edimburgo

 

… non so voi, ma a me è venuta voglia di visitare Edimburgo!
Grazie mille Tomas, davvero! Ho trovato interessante e soddisfacente ogni singola risposta! Ci vediamo in Scozia! 😀

 

Londra: quali sono i parchi più belli?

LONDRA_QUALI SONO I PARCHI PiU' BELLI_

Londra è famosa per essere una delle capitali più green di tutto il mondo. I parchi in cui passeggiare, rilassarsi o fare un buon pic-nic sono numerosi e sono uno più bello dell’altro. Mi ricordo alcune dormite infinite ad Hyde Park sotto il sole di maggio e ne sento un po’ la mancanza, soprattutto in questi giorni, dopo l’ennesimo atto di orrore…
Oltre ad essere ideali per un po’ di relax, questi parchi sono spesso sede di eventi sportivi, teatri all’aperto e concerti: un concentrato di natura e cultura che ne accentuano il fascino.

Ecco quindi quali sono i parchi più belli di Londra, da vedere almeno una volta!

Hyde Park

Una distesa di 142 ettari che fa di questo parco uno dei più grandi al mondo. Situato nel centro di Londra, Hyde Park ha molto da offrire a tutti coloro che lo visitano: nuoto, giri in barca nel lago, giri in bicicletta e pattinaggio. Sono inoltre disponibili campi da gioco. All’interno di Hyde Park hanno sede anche numerosi edifici e monumenti, quali il ponte della Serpentina, la fontana che simboleggia la gioia della vita e la famosa statua di Achille.

Regent’s Park

Situato nella zona di Westminster, venne commissionato dal principe Reggente nel 1811. Al suo interno è attraversato da due strade, la Outer Circle e la Inner Circle e ospita inoltre lo zoo di Londra. Diviso in diverse aree, offre la possibilità di vivere esperienza diverse, dalla visita alla Gorilla Kingdom, abitata da simpatiche scimmie e dispettosi gorilla, alla Children’s Zoo, un’area che ospita piccoli animali in libertà. Durante l’arco della giornata è possibile prendere parte ad alcuni eventi e mostre.

Greenwich Park

Patrimonio Mondiale dell’Unesco, nonché il Parco Reale più antico, ospita vari edifici storici ed offre un ottimo punto di osservazione della città dalla cima della collina.

Situato a sud est della città, è il luogo ideale per immergersi nel silenzio, lontano dal caos e dai rumori del traffico. E’ molto frequentato anche dai turisti, confermandosi come una della maggiori attrattive di Londra.

Richmond Park

Il Richmond Park è stato per anni il parco di caccia di Re Carlo I ed è abitato ancor oggi da cervi e altri animali selvaggi allo stato brado.
Sulla superficie si estendono alcune piste ciclabili, scuderie e due campi da golf e power kiting. E’ anche il luogo ideale per gli amanti del trekking, con percorsi che si snodano tra boschi, aree verdi e lungofiume.

Kesington Park
Il parco è adiacente ad Hyde Park ed è molto conosciuto da tutti i bambini inglesi perché in esso è ambientato il libro “Peter Pan nei Giardini di Kensington”.
Non è un caso che al suo interno vi sia proprio la statua di Peter Pan, che ovviamente non ho potuto vedere perchè era in fase di restauro nel periodo in cui mi trovavo lì 😦
I più piccini possono divertirsi al parco giochi Diana Princess of Wales memorial playground inserito nella cornice del giardino di Kesington Palace.

Crespi d’Adda e il villaggio operaio Patrimonio Unesco

Cimitero Crespi

Cimitero Crespi d’Adda

Crespi d’Adda è il villaggio operaio meglio conservato di tutto il sud Europa. Patrimonio Mondiale dell’Unesco dal 1995 è oggi meta di numerosi turisti che ne popolano le strade durante tutto l’anno.

Cos’è un villaggio operaio?

Crespi prende il nome dalla famiglia Crespi, i proprietari dell’azienda tessile che a fine Ottocento costruirono un villaggio all’interno del quale potessero vivere i loro dipendenti con le famiglie. A ciascun lavoratore venne data una casa con orto e giardino. Inoltre il villaggio forniva ai suoi abitanti tutto ciò di cui avevano bisogno: chiesa, scuola, ospedale, dopolavoro, teatro, bagni pubblici…
La vita della comunità ruotava attorno alla fabbrica tessile e ai suoi orari e proseguiva come in una qualsiasi cittadina. La famiglia Crespi osservava tutto dal suo castello e provvedeva ai fabbisogni di tutti i lavoratori 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Chiesa Crespi

Chiesa Crespi d’Adda

E oggi?

Oggi il villaggio di Crespi è ancora abitato e gran parte della popolazione è costituita dai discendenti degli operai che vi hanno vissuto e lavorato. Ma è soprattutto meta di turisti, scolaresche e curiosi. Tutte le visite si svolgono nel massimo rispetto degli abitanti e permettono di vedere esclusivamente dall’esterno:

– L’ingresso del cotonificio di Crespi
– I capannoni della fabbrica
– La villa-castello della famiglia Crespi
– Le case operaie
– Le ville destinate a direttori, capireparto e impiegati
– Il lavatoio, che permetteva alle lavandaie di lavare i panni vicino alle case.

E’ invece possibile accedere alla chiesa (una copia perfetta di quella di Busto Arsizio, città di origine della famiglia Crespi) e al cimitero, all’interno del quale si erige una piramide maestosa, destinata alla sepoltura dei Crespi..

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Lavatoio Crespi d’Adda

Curiosità

Nel 2013 la fabbrica è stata acquistata dal Gruppo Percassi. A quale scopo? Ancora non si sa, ma di certo aspettiamoci qualche sorpresa!