Perchè fare l’erasmus? I consigli di un’esperta!

 

 

Oggi parleremo di erasmus e lo faremo insieme a Simona, una mia cara amica che ha vissuto all’estero per quasi due anni. La prima volta appunto in Erasmus, ad Heidelberg. La sua prima esperienza all’estero è stata seguita da una seconda in Francia, più precisamente a Lione. In questo caso si trattava di un progetto a doppio titolo di laurea.
Ho preparato per Simona una serie di domande e devo dire che sono rimasta soddisfatta da tutte le sue risposte! Ci tengo anche a ringraziarla per avermi portato queste foto. Di seguito l’intervista…

Da cosa è nato il tuo desiderio di fare l’erasmus?
Ho iniziato a desiderare di fare l’erasmus già dal primo anno di università. Da studentessa di lingue e letterature straniere credevo sinceramente che dovessi immergermi nel mondo reale dove si usava quotidianamente la lingua che studiavo per assaporarne a pieno anche la cultura. Da lì la mia scelta è ricaduta sulla Germania perché sentivo che mi si potesse aprire un nuovo mondo davanti.

Essendo stata due volte a vivere all’estero, deduco che la prima esperienza sia stata del tutto positiva. Quando è stato il momento in cui hai capito di voler ripartire?
Assolutamente sì, la mia prima esperienza è stata positiva. Già durante i primi mesi all’estero sentivo che avrei voluto ripetere l’esperienza, ma in un altro Stato europeo, proprio per i motivi detti poco fa. In questo modo avrei potuto riscontrare, con spirito più critico, anche le differenze tra i diversi paesi.

Ci racconteresti un momento particolare, che porterai sempre nel cuore?
D’impulso mi verrebbe da dirti i saluti al momento del rientro, con tutte le persone a me più care, sia dopo i mesi in Germania, sia dopo quelli in Francia. Sono stati momenti in cui, come un flash, mi sono passati davanti gli attimi condivisi con ciascuna di quelle persone in quei mesi e ogni persona, a suo modo, è stata unica. Lo sguardo che ci si scambia quando si sa che per un bel po’ non ci si vedrà a mio avviso è unico: uno sguardo di gratitudine e una promessa, allo stesso tempo!

In che modo pensi ti abbiano cambiata queste due esperienze?
Non direi che mi abbiano davvero cambiata. Sicuramente però ti direi che sono stati momenti importanti del percorso che mi ha condotto ad oggi. E’ come se quello che si impara quando si inizia una vita lontani dalle proprie abitudini permettesse di aggiungere dei nuovi tasselli al complicato puzzle di ciascuno di noi.

Vivendo all’estero per quasi due anni, di certo avrai avuto modo di guardare l’Italia con occhi diversi, un po’ da spettatrice. Come pensi sia cambiata la tua percezione del nostro paese dopo gli erasmus?
A pelle, quando sono tornata dopo i mesi all’estero mi capitava di essere per strada, nei luoghi pubblici e di immaginarmi la quotidianità tedesca e francese, ma quello che vedevo attorno a me cozzava un po’ con ciò che avevo in testa. Dopo un po’ passa, ma inizialmente avevo un po’ perso la concezione delle abitudini e dei ritmi italiani. D’altra parte, però, ti direi che non ho mutato le idee sul nostro Paese: criticità e punti di forza ci sono ovunque, in Germania, come in Francia e in Italia!

Consiglieresti maggiormente un erasmus a Heidelberg o a Lyon? Quali differenze hai trovato tra i due Paesi?
Ho amato entrambe le città. Heidelberg è un gioiellino tra le colline, dicono sia la città più romantica della Germania. Lione è la terza città francese, quindi è forse più dinamica, oserei dire più moderna, sempre nel rispetto delle sue tradizioni. Molto tedesca la prima e molto francese la seconda, d’altra parte ti direi cosa in realtà le rendeva un po’ simili in un certo senso: entrambe briose e con molte chances da offrire ai loro abitanti: eventi culturali, una buona offerta accademica per gli studenti, collegamenti efficienti per potersi muovere e viaggiare, luoghi di svago…

 

 

Per molti andare in erasmus è un po’ come andare ne paese dei balocchi: feste, divertimento e poco studio… E’ davvero così?
C’è la possibilità di divertirsi e svagarsi con feste, serate, gite. Tuttavia bisogna impegnarsi molto, soprattutto perché ci si interfaccia con abitudini accademiche diverse dalle nostre.

Se dovessi tornare indietro, sceglieresti ancora le stesse mete?
Assolutamente sì, sono felicissima di aver vissuto e fatto un pochino mie Heidelberg e Lione.

In un recente articolo ho parlato della wanderlust. Tu pensi di esserne vittima?
Domandona! Lo credevo. Sicuramente amo viaggiare e a volte lo sento come un bisogno, quasi fisiologico. Ma poi mi piace anche fermarmi un po’ nei posti per costruire qualcosa lì e non fuggire e cambiare subito meta in maniera repentina.

Pensi che questa tua voglia di visitare il mondo sia dovuta anche all’erasmus? Di certo si tratta di un’esperienza che apre la mente verso culture e modi di vivere diversi dal nostro…
Riguardo a questo assolutamente sì,. Interfacciarsi con nuove culture e farne esperienza positiva di sicuro alimenta la voglia di ripartire e da’ lo stimolo giusto per rimettersi sempre in gioco.

Qualche consiglio per quelli che andranno in erasmus o sono indecisi se farlo oppure no?
Ponderate bene la vostra scelta e ponetevi degli obiettivi. Ma allo stesso tempo rischiate e buttatevi! Sono esperienze a medio termine e quindi, proprio per la loro essenza, è giusto che siano anche vissute affidandosi a quello che si crea giorno dopo giorno, perché ognuno vive le esperienze a suo modo. Come per tutte le cose della vita, non ci sono due Erasmus uguali, ma ciascuno è irripetibile e sarete soltanto voi i protagonisti del vostro!

 

 

Due esperienze senza dubbio molto belle, ricche ed interessanti! Che dite? Vi ha convinti a fare i bagagli? Per maggiori informazioni sulla città di Heidelberg rileggete il mio articolo “Benvenuti ad Heidelberg!”

 

 

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2 thoughts on “Perchè fare l’erasmus? I consigli di un’esperta!

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