La geografia della gioia

“Viaggiare è vedere il mondo in maniera differente. Viaggiare è cambiare prospettiva, uscire da se stessi, distaccarsi dai luoghi comuni e crearsi le proprie opinioni. Viaggiare è scuotersi. (…) Si approfondisce la cultura della geografia. Viaggiare cambia il modo di vedere il mondo e di descrivere la felicità”.
Eric Weiner

Chi è Eric Weiner?

Eric Weiner nasce come corrispondente estero per la radio pubblica americana. Dopo aver raccontato per vent’anni guerre, attentati terrostici e catastrofi naturali, decide di prendersi un periodo sabbatico e intraprendere un viaggio alla ricerca dei luoghi più felici del mondo.

L’avventura di Eric ha inizio nei Paesi Bassi dove è situata la banca dati mondiale della felicità, passando poi per Svizzera, Bhutan, Qatar, Islanda, Moldavia, Thailandia,  Gran Bretagna, India e tornare infine in America.

La geografia della gioia

The Geography of bliss è il libro con cui Eric Weiner ha conquistato i primi posti nelle classifiche americane dei bestseller. Tradotto in 20 lingue, questo testo è stato adottato dai corsi di laurea di moltissime università. Io stessa ne sono venuta a conoscenza il primo anno di università e l’ho dovuto leggere ed analizzare per l’esame di inglese. Studiare un libro, per di più in lingua originale, non è mai stato così piacevole!

Se pensate di leggere questo libro per scoprire se il nostro è un paese felice, vi interrompo subito. In un’intervista infatti Eric dice “Alcuni mi hanno già chiesto: perché non sei andato in Italia? Mi dispiace dirtelo, ma l’Italia non è una delle nazioni più felici al mondo, almeno secondo gli studiosi di scienze sociali che analizzano il campo della felicità. A essere precisi, nelle ricerche, gli italiani risultano non essere particolarmente felici. Comprendo che quest’affermazione possa essere sorprendente per molte persone, sia italiani sia stranieri. Certamente gli americani hanno un’immagine degli italiani felici seduti intorno ad una pizza o a bere un cappuccino. Gli italiani, invece, sono persone molto volubili, umorali, se posso dirlo, e questo non conduce alla felicità. Invece gli svizzeri, per esempio, sono costantemente nelle prime posizioni. Gli svizzeri hanno un carattere più bilanciato, mentre gli italiani hanno grandi momenti di euforia e momenti di grande depressione. Questa è una generalizzazione, naturalmente, ma forse c’è un poco di verità”.

Sinceramente mi ritrovo parecchio in questa affermazione. Tuttavia penso che questo libro sia da leggere. Dovrebbero leggerlo tutti coloro che amano viaggiare, perchè fa capire quali sono le cose che contano davvero. Dovrebbero leggerlo quelli che cercano la felicità altrove, in un altro stato o continente. Quelli che pensano che l’erba del vicino sia sempre più verde. Ma anche chi, al contrario, non viaggia. Chi non può permetterselo, chi esclude a priori certi luoghi per chissà quali motivi.
Dovrebbero leggerlo i curiosi, gli appassionati di sociologia, i sognatori.

Acquistatelo e  poi fatemi sapere cosa ne pensate!

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